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	<title>Dekaro Diario &#187; colombia</title>
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	<description>Blog di viaggio di Giovanni De Caro (Dekaro)</description>
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		<title>Riattraverso la Colombia e arrivo a Panama passando per l&#8217;arcipelago di San Blas (Kuna Yala)</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 17:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[panama]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve amici, rieccomi. Scusate il ritardo ma erano diversi giorni che, a parte Panama city, non ho potuto accedere a internet. Queste due settimane sono state molto intense con tantissimi spostamenti, spesso via mare con lance e motoscafi. Ho risalito &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve amici, rieccomi. Scusate il ritardo ma erano diversi giorni che, a parte Panama city, non ho potuto accedere a internet. Queste due settimane sono state molto intense con tantissimi spostamenti, spesso via mare con lance e motoscafi.<br />
Ho risalito velocemente la Colombia fino al confine nord col Panama dove sono giunto, sul lato Atlantico, attraversando <strong>un posto favoloso: l&#8217;arcipelago di Kuna Yala (o San Blas)</strong>. Da lì sono passato sull&#8217;Oceano Pacifico a Santa Catilina e il Parco Nazionale Coiba e ora sono di nuovo sull&#8217;Atlantico a Bocas del Toros, quasi al confine con il Costarica. </p>
<p><strong>Vi racconto velocemente</strong>. Da Pasto sono ritornato a Medellin dove sono restato un giorno per poi arrivare a Turbo, un postaccio losco da dove ho preso una lancia veloce che, dopo un tratto di fiume, mi ha portato via mare in circa 3 ore a Capurgana, uno splendido villaggio al confine dove sarei rimasto sicuramente almeno una settimana se non avessi trovato al volo al volo un&#8217;occasione ottima: per solo 200 dollari un tour in barca di tre giorni nell&#8217;arcipelago di Kuna Yala di Panama.<br />
Un&#8217;occasione perché dalla Colombia si può giungere a Panama solo per via aerea o via mare, quindi in alternativa avrei dovuto spendere 100 dollari di aereo per Panama city per poi da lì fare il tour a Kuna Yala (unico posto davvero imperdibile a Panama) che mi sarebbe costato molto di più.</p>
<p>Quindi mi sono aggiunto al gruppo di Fabio, un ragazzo napoletano che ha una posada a Capurgana da un paio d&#8217;anni e di tanto in tanto organizza questi tour (link: <a href="http://www.capurgana-sanblas.com" title="www.capurgana-sanblas.com" target="_blank">www.capurgana-sanblas.com</a>).<br />
Nel gruppo oltre a me e Fabio c&#8217;era un brasiliano, Aparicio, una coppia francese e otto israeliani. Abbiamo raggiunto <strong>Caledonia, un villaggio di indigeni kuna</strong>, dove siamo restati per tre giorni, visitando intanto le isolette deserte intorno. Dopo, gli altri sono tornati a Capurgana, mentre io e Aparicio, siamo rimasti altri due giorni a Caledonia per poi andare in un&#8217;isoletta a circa 4 ore di motoscafo, Tuba-Senika o Franklin&#8217;s island. Lì abbiamo conosciuto una coppia colombiana gentilissima che da Cartì ci ha dato un passaggio in auto fino a Panama city&#8230; ma da qui ve lo racconto la prossima volta. </p>
<p>Le isole dell&#8217;arcipelago di San Blas sono di proprietà dei kuna e nel villaggio di Caledonia, a parte noi, c&#8217;era un gruppo di <strong>missionari cristiani sudcoreani</strong> completamente pazzi. E cafoni, gentaglia della peggior specie, non mi va neanche di spenderci parole al riguardo. A parte che fin dall&#8217;inizio il fatto che siano missionari mi è sembrata solo una copertura per qualche loro losco traffico o affare.</p>
<p>Vabè, ora vi foto-racconto, però fino a Kuna Yala (San Blas), sennò il post esce troppo lungo. Prestissimo scriverò la seconda parte.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/lago-cocha-pasto-colombia/" rel="attachment wp-att-1350"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/laguna_cocha.jpg" alt="" title="Lago Cocha, Pasto, Colombia" width="700" height="433" class="aligncenter size-full wp-image-1350" /></a>Barchette colorate nel villaggio presso la laguna de la Cocha, vicino Pasto, nel sud della Colombia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/lago-nebbia/" rel="attachment wp-att-1351"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/lago_nebbia.jpg" alt="" title="Lago nebbia" width="700" height="421" class="aligncenter size-full wp-image-1351" /></a>Bella la laguna de la Cocha&#8230; “s se putess verè!”. (E questo vale anche per i vari vulcani ecuadoriani incontrati precedentemente lungo il cammino).</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/giro-in-barca-lago-colombia/" rel="attachment wp-att-1352"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/giro_barca.jpg" alt="" title="Giro in barca, lago Colombia" width="700" height="481" class="aligncenter size-full wp-image-1352" /></a>Quando il tempo è migliorato ho fatto un giro sulla barchetta. Unico problema, quel cagnolino inzivato (guardategli le zampe) continuava a saltarmi addosso e mi ha fatto i jeans uno schifo. Fa riflettere che nel mondo ci sia gente così perversa che li preferisce ai gatti. Mai visto un gatto sporco in vita mia (a parte un pochino Rasputin), infatti passano quasi tutto il tempo a lavarsi.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/zona-cafetera/" rel="attachment wp-att-1353"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/zona_cafetera.jpg" alt="" title="Zona Cafetera" width="700" height="421" class="aligncenter size-full wp-image-1353" /></a>Come anticipato nel post precedente, mi sono piacevolmente “ripassato” la Colombia, dalle spettacolari strade a strapiombo intorno Pasto, a quelle splendide della zona cafetera&#8230;</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/botero-park-medellin/" rel="attachment wp-att-1354"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/botero_park.jpg" alt="" title="Botero Park, Medellin" width="398" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1354" /></a>&#8230;fino a ritornare a <strong>Medellin</strong> che, ripeto, vi sembrerà strano, è una città piacevolissima, benché ancora un po&#8217; pericolosa, nel 2009 infatti ci sono stati ben 2899 casi di morte violenta. Comunque, il quartiere dove ho soggiornato entrambe le volte, El Poblado, è tranquillo.<br />
Questo è il Botero park. Botero è nato a Medellin.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/venditrice-caramelle-medellin-colombia/" rel="attachment wp-att-1355"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/venditrice_caramelle.jpg" alt="" title="Venditrice caramelle, Medellin, Colombia" width="433" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1355" /></a>Venditrice di caramelle.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/zona-universitaria-medellin/" rel="attachment wp-att-1356"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/zona_universitaria.jpg" alt="" title="Zona universitaria, Medellin" width="700" height="430" class="aligncenter size-full wp-image-1356" /></a>Ragazze nella zona universitaria.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/sulla-barca-a-san-blas-panama/" rel="attachment wp-att-1357"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/sulla_barca_san_blas.jpg" alt="" title="Sulla barca a San Blas, Panama" width="700" height="441" class="aligncenter size-full wp-image-1357" /></a>Infine ho raggiunto Capurgana, nel confine a nord con Panama, sul lato Atlantico. Come vi dicevo l&#8217;ho lasciata a malincuore dopo solo un giorno per poter fare il tour in barca con Fabio nell&#8217;<strong>arcipelago di San Blas o Kuna Yala, a Panama</strong>.<br />
Dietro Fabio (avanti) c&#8217;è Aparicio, il brasiliano con cui sto viaggiando adesso e un israeliano.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/caledonia-panama/" rel="attachment wp-att-1358"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/arrivo_caledonia.jpg" alt="" title="Caledonia, Panama" width="700" height="425" class="aligncenter size-full wp-image-1358" /></a>Giungiamo al villaggio kuna Caledonia, di circa 1000 abitanti, dove resterò 5 giorni.<br />
I <strong>kuna</strong> sono un gruppo indigeno di circa 70.000 persone che da secoli vive nell&#8217;arcipelago con pochissime interferenze da parte del governo panamense. Le quasi 400 isole dell&#8217;arcipelago appartengono a loro, ma preferiscono abitarne solo alcune, lasciando le altre completamente disabitate.<br />
E&#8217; stato il primo gruppo in America latina ad ottenere tanta indipendenza, anche se, a occhio e croce, a me sembra che in questo momento stiano percorrendo il percorso inverso a quasi tutti gli altri gruppi indigeni dell&#8217;America latina e soprattutto centrale. Se questi ultimi, da quasi scomparsi e distrutti culturalmente stanno negli ultimi due decenni risorgendo dalle ceneri – rivendicando le proprie origini, la propria cultura e le loro lingue, i kuna, dopo aver conservato per secoli i propri costumi li stanno perdendo improvvisamente in questi anni.<br />
Gli sarà anche difficilissimo continuare a resistere alla pressione delle multinazionali del turismo che gli stanno offrendo cifre astronomiche per avere il permesso di costruire villaggi vacanze sulle loro isole.<br />
Ma forse è solo un&#8217;impressione. Probabilmente sanno il fatto loro e sapranno proteggere i propri costumi anche nei prossimi secoli.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/villaggio-kuna/" rel="attachment wp-att-1359"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/villaggio_kuna.jpg" alt="" title="Villaggio Kuna" width="700" height="443" class="aligncenter size-full wp-image-1359" /></a>Al villaggio. I kuna ci guardano fra lo schifato e il sospettoso. <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/tramonto-a-san-blas-panama/" rel="attachment wp-att-1360"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/tramonto.jpg" alt="" title="Tramonto a San Blas, Panama" width="700" height="402" class="aligncenter size-full wp-image-1360" /></a>Al tramonto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/bambini-villaggio-kuna-yala-2/" rel="attachment wp-att-1364"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/bambini_villaggio_kula1.jpg" alt="" title="Bambini villaggio Kuna Yala" width="700" height="449" class="aligncenter size-full wp-image-1364" /></a><br />
Bambini chiusi fuori nel loro stesso villaggio dai sud coreani. Fra le tante, infatti, con un lucchetto chiudevano il passaggio che portava al molo vicino alle loro stanze perché gli davano fastidio i bambini e gli altri turisti. Io e Aparicio, che gli ultimi due giorni avevamo i nostri zaini lì, spesso dovevamo farci portare in canoa da un altro molo per prendere le nostre cose!<br />
Il modo in cui i sudcoreani trattavano i bambini era disgustoso, poi però a una certa ora da Mr.Hyde si trasformavano in Dr.Jekyll. Si vede che nel loro programma c&#8217;era il “giocare” coi bambini. Allora eccoli nella piazzetta centrale con palloni e corde in mezzo ai bimbi, con un sorriso ipocrita stampato in faccia e gli occhietti piccoli piccoli. Erano inguardabili, vi giuro anche un pacifista non violento come me sentiva venire dal profondo il desiderio di stampargli una pogna in faccia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/bambini-villaggio-san-blas-panama/" rel="attachment wp-att-1365"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/bambini_convertiti.jpg" alt="" title="Bambini, villaggio San Blas, Panama" width="365" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1365" /></a>E comunque ho potuto assistere direttamente agli <strong>influssi nefasti della neo-colonizzazione</strong>. Una sera i sudcoreani avevano montato una tela, tipo cinema. Pensavo volessero trasmettere un film ma no&#8230; era per il karaoke! Meno male che dopo gli stessi bambini, quando gli abbiamo chiesto se gli era piaciuto, hanno sparato un naaaaaa, quasi a dire stavamo a corto di stronzate.<br />
Un&#8217;altra volta invece avevano distribuito croci, come al bimbo a destra. In questo caso tutti i bambini erano entusiasti del regalino e ripetevano qualcosa tipo “cristiani”,”cristiani”. Allora gli ho detto ma nooo ma che cristiani! Il cristianesimo è una religione da sfigati. Buddisti dovete diventare! Il nome gli è piaciuto, hanno iniziato a ripetere divertiti “buddismo” “buddismo”. E&#8217; insomma un mondo globalizzato: sudcoreani che convertono in cristiani, italiani che convertono in buddisti. E in mezzo &#8216;sti poveri bambini.<br />
Ma niente potrà però superare lo sconforto che mi è preso quando ho visto quel bimbo a sinistra convertito addirittura in un interista! Facciamo qualcosa!!</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/isola-san-blas-panama/" rel="attachment wp-att-1366"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/isola_san_blas.jpg" alt="" title="Isola, San Blas, Panama" width="700" height="397" class="aligncenter size-full wp-image-1366" /></a>Un altro esempio di influsso nefasto del contatto con le civiltà neoliberiste. Fino al 1990, cioè 12 anni fa la moneta dei kuna era&#8230; la noce di cocco! Sì! E chi stava meglio di loro: niente intrallazzi delle banche che “creano” la moneta, niente inflazione, e ogni anno si riproduceva naturalmente.<br />
Ma adesso pensano solo ai dollari. Così una sera un signore kuna ci ha detto che ormai la loro principale attività è quella di cercare i <strong>carichi di droga</strong> che i trafficanti buttano in mare quando vengono intercettati, via terra o via mare, dalla polizia. Infatti quella è al momento la rotta principale su cui passa la cocaina che dalla Colombia va verso gli Stati Uniti.<br />
Solo qualche mese prima avevano trovato un carico galleggiante che poi, tramite alcuni contatti, avevano rivenduto agli stessi trafficanti per 50000 dollari, divisi per tutto il villaggio.<br />
Insomma tutto il mare lì intorno si è trasformato in una sorta di mega slot machine. Jackpot: si narra che una volta un villaggio lì vicino ha trovato un carico di cocaina che ha fruttato un milione di dollari!</p>
<p>Manco a farlo apposta giusto il giorno dopo aver sentito questo racconto, mentre ci dirigevamo verso quella deliziosa isoletta deserta, abbiamo visto da lontano una grossa tanica, tipo un termos, galleggiare.<br />
Vi giuro io davvero in quel momento ho pensato di aver finalmente svoltato. E un po&#8217; tutti sulla barca. Ma l&#8217;euforia è durata poco, giunti lì abbiamo scoperto trattarsi di una boa usata da un pescatore subacqueo.<br />
Anche al ritorno abbiamo visto qualcosa di simile, stavolta eravamo tutti un po&#8217; scettici ma il guidatore colombiano, Marcellino, ha voluto comunque andare a vedere. Si trattava di un secchio rotto capovolto che galleggiava. Mai una gioia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/al-tramonto-san-blas/" rel="attachment wp-att-1367"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/al_tramonto.jpg" alt="" title="Al tramonto, San Blas" width="700" height="448" class="aligncenter size-full wp-image-1367" /></a>Simm e napul paisà!! Di tanto in tanto si vedevano delfini, manta, pesci che saltavano, pesci volanti. A un certo punto ne ho visto uno grandissimo che ha affiancato per un po&#8217; la barca, non so cos&#8217;era.<br />
Tantissimi poi quelli che si vedevano con la maschera fra i coralli.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/villaggio-caledonia-san-blas-panama/" rel="attachment wp-att-1368"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/villaggio_caledonia.jpg" alt="" title="Villaggio Caledonia, San Blas, Panama" width="700" height="407" class="aligncenter size-full wp-image-1368" /></a>Al villaggio. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/bambina-kuna-scappa-san-blas/" rel="attachment wp-att-1369"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/bambina_scappa.jpg" alt="" title="Bambina kuna scappa, San Blas" width="383" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1369" /></a>Bambina scappa perché non vuole farsi fotografare.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/bambine-kuna/" rel="attachment wp-att-1370"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/bambine_kuna.jpg" alt="" title="Bambine Kuna" width="700" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-1370" /></a>Poi però si è convinta.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/bambine_kuna2/" rel="attachment wp-att-1371"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/bambine_kuna2.jpg" alt="" title="bambine_kuna2" width="700" height="448" class="aligncenter size-full wp-image-1371" /></a>Altre bambine.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/bambini-kuna-panama-2/" rel="attachment wp-att-1373"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/bambini_kuna1.jpg" alt="" title="Bambini kuna, Panama" width="700" height="421" class="aligncenter size-full wp-image-1373" /></a>E bambini.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/pescatore-ritorna-panama/" rel="attachment wp-att-1374"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/pescatore_ritorna.jpg" alt="" title="Pescatore ritorna, Panama" width="700" height="435" class="aligncenter size-full wp-image-1374" /></a>Pescatore ritorna dopo il tramonto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/nella-capanna-a-caledonia-panama/" rel="attachment wp-att-1375"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/nella_capanna.jpg" alt="" title="Nella capanna a Caledonia, Panama" width="700" height="430" class="aligncenter size-full wp-image-1375" /></a>A bere rum nel capannone dove dormivamo sulle amache. Da sinistra Fabio, Mary, Daniel, Aparicio e Ory.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/tronco-sulla-spiaggia-panama/" rel="attachment wp-att-1376"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/tronco_spiaggia.jpg" alt="" title="Tronco sulla spiaggia, Panama" width="700" height="452" class="aligncenter size-full wp-image-1376" /></a>Un tronco sulla spiaggia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/06/riattraverso-la-colombia-e-arrivo-a-panama-passando-per-larcipelago-di-san-blas-kuna-yala/arcipelago-di-san-bals-panama/" rel="attachment wp-att-1377"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/arcipelago_san_blas.jpg" alt="" title="Arcipelago di San Bals, Panama" width="700" height="449" class="aligncenter size-full wp-image-1377" /></a>Una spiaggia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono altre foto interessanti di Kuna Yala, ma per ora basta così,  semmai la prossima volta insieme a quelle di Santa Catalina, Coiba, Bocas del Toros e il Costarica dove dovrei arrivare fra 3 giorni, sempre se non torno indietro per piazzarmi definitivamente su un&#8217;isoletta di San Blas a fare il missionario anarchico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rispondo ai<strong> commenti</strong>.</p>
<p>Ciao <em>Lala</em>! Sì, Piergiorgio 2 è tosto, ma si sa, c&#8217;è un Piergiorgio da amare e un Piergiorgio da combattere, credo sia un destino comune a tutte le donne. Ho visto su facebook che sei anche tu nel nuovo mondo! Bacioni.</p>
<p>Hola <em>Eloisa</em>! Gracias! Sí, después te envio más fotos. Espero volver a verte pronto en el Ecuador! Un abrazo!</p>
<p>Ciao <em>Danilo</em>! Bentornato! Su Moreno ho già deciso cosa fare. Quando tornerà in patria dalle galere statunitensi, lo porterò alla tribù Shuar, nella foresta amazzonica ecuadoriana, che usa rimpicciolire  le teste tagliate dei nemici con una tecnica loro per poi conservarle come souvenir. Io però me lo farò rimpicciolire tutto intero, con la tutina da arbitro, e me lo appendo in camera.</p>
<p>Il premio <strong>miglior commento</strong> va a&#8230; <strong><font color="0000ff">Danilo</font></strong>! Nella speranza che il gruppo polacco ritorni a essere attivo nei commenti come ai tempi del blog in Africa!</p>
<p>La situazione in testa rimane quindi immutata, forza Lala e Piergiorgio 2, in bocca al lupo per il rush finale, mancheranno ormai circa 8 puntate!</p>
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		<title>Guayaquil, Playas, ritorno a Quito e Ipiales (Colombia)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 15:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[ecuador]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! Mi trovo di nuovo in Colombia, che ora ripasserò velocemente (perché non l&#8217;avevo capita tanto bene) per raggiungere Panama nel Centro America. Volevo scrivere questa puntata ieri ma visto che il mio blog ha un tono scherzoso &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Mi trovo di nuovo in Colombia, che ora ripasserò velocemente (perché non l&#8217;avevo capita tanto bene) per raggiungere Panama nel Centro America.<br />
Volevo scrivere questa puntata ieri ma visto che il mio blog ha un tono scherzoso e ironico non me la sentivo di fronte alla tragedia di Brindisi. Oggi invece c&#8217;è stato il terremoto, però vabè fatemela scrivere comunque prima che avvengano ulteriori catastrofi.<br />
Sull&#8217;attentato di Brindisi speriamo di non dover attendere un 10 o 20 o 30 ma anche 40 anni prima di venire a sapere che dietro al gesto di un “folle” c&#8217;era in realtà, come sempre, lo stato e i suoi servizi segreti, come ci insegna la nostra triste storia dell&#8217;ultimo mezzo secolo.<br />
Ho visto si sospettano anche anarchici greci e si stanno controllando le liste passeggeri delle navi provenienti da lì. Certo, vedete se c&#8217;è qualcuno che si chiama Pinellopoulus.<br />
Comunque non voglio parlare di questo, tantopiù che sono già state fatte analisi che condivido, e vi foto-racconto questa mia ultima settimana.</p>
<p>Da Cuenca sono andato a <strong>Guayaquil</strong> e ho rincontrato Eloisa, la signora conosciuta alla Mitad del Mitad del mundo, quella della foto con gli scarafaggi addosso. Da lì sono <strong>ritornato a Quito</strong>, dove ho rincontrato Sandra, la ragazza conosciuta nella foresta. Dopodiché ho lasciato l&#8217;Ecuador e sono tornato in <strong>Colombia</strong>, rifacendo quella stessa via dove all&#8217;andata mi avevano fatto 3 mega-perquisizioni in un&#8217;ora. Stavolta invece non mi ha cagato nessuno, visto che evidentemente nemmeno un dekaro può essere tanto fesso da importare droga in Colombia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/guayaquil-by-night/" rel="attachment wp-att-1311"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/guayaquil_notte2.jpg" alt="" title="Guayaquil by night" width="700" height="417" class="aligncenter size-full wp-image-1311" /></a><strong>Guayaquil</strong> di notte. E&#8217; la prima città dell&#8217;Ecuador per numero di abitanti, circa 3 milioni e duecentomila.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/guayaquil-ecuador/" rel="attachment wp-att-1312"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/Guayaquil.jpg" alt="" title="Guayaquil, Ecuador" width="700" height="415" class="aligncenter size-full wp-image-1312" /></a>Fino a qualche anno fa era una città piuttosto pericolosa e senza nulla di bello. Oggi è più sicura ed è stata rimodernata, soprattutto la zona del Malecon ovvero il lungo fiume e la collina de Las Penas, da dove ho scattato queste foto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/guayaquil-by-night-ecuador/" rel="attachment wp-att-1313"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/guayaquil_notte.jpg" alt="" title="Guayaquil by night, Ecuador" width="700" height="431" class="aligncenter size-full wp-image-1313" /></a>La fine del Malecon, a sud.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/barche-playa-guayaquil-ecuador/" rel="attachment wp-att-1314"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/barche.jpg" alt="" title="Barche, Playa Guayaquil, Ecuador" width="700" height="369" class="aligncenter size-full wp-image-1314" /></a>Barche a <strong>Playas</strong>, una spiaggia (appunto) a circa 60 km da Guayquil dove sono andato con Eloisa. Ho così incontrato l&#8217;Oceano Pacifico, che comunque rivedrò in Centro America.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/barca-guayaquil/" rel="attachment wp-att-1315"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/disegno_su_barca.jpg" alt="" title="Barca, Guayaquil" width="550" height="442" class="aligncenter size-full wp-image-1315" /></a>A Playas quasi ogni barca ha il dipinto di un santino o di una madonnina come protezione. E praticamente tutte hanno il <strong>simbolo del Barcellona</strong>. Però c&#8217;è una differenza impercettibile, sul simbolo del Barcellona (vero) ci sono le lettere FCB, su quello fasullo BSC. Infatti il Guayaquil ha spudoratamente plagiato il Barcellona e oltre al simbolo ha addirittura chiamato con lo stesso nome la propria squadra! Purtroppo per loro però non sono riusciti minimamente a plagiare la rosa di calciatori e lo stile di gioco, anche perché per quello&#8230; “ce vonn i sord”!!<br />
A rendere ancor più assurdo il tutto, la squadra di Quito ha detto &#8220;ah così fate? E allora noi ci rubiamo la maglia!&#8221; Che è appunto identica a quella del Barcellona (spagnolo).</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/uccelli-sulla-spiaggia-ecuador/" rel="attachment wp-att-1317"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/uccelli_spiaggia.jpg" alt="" title="Uccelli sulla spiaggia, Ecuador" width="700" height="437" class="aligncenter size-full wp-image-1317" /></a>Quando le reti dei pescatori sono giunte a riva, è arrivato un gran numero uccelli per mangiarsi i pesci intrappolati.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/pescatori_guayaquil/" rel="attachment wp-att-1318"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/pescatori_guayaquil.jpg" alt="" title="pescatori_guayaquil" width="394" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1318" /></a>Pescatori tirano le reti.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/pescatori-a-guayaquil-ecuador/" rel="attachment wp-att-1316"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/pescatori_ecuador.jpg" alt="" title="Pescatori a Guayaquil, Ecuador" width="700" height="452" class="aligncenter size-full wp-image-1316" /></a>Un cane corre avanti e indietro cercando invano di scacciare gli uccelli.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/playa-guayaquil-ecuador/" rel="attachment wp-att-1319"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/playa_guayaquil.jpg" alt="" title="Playa, Guayaquil, Ecuador" width="389" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1319" /></a>Hitchcock ci ha fatto anche un film: Uccelli.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/uccello/" rel="attachment wp-att-1320"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/uccello.jpg" alt="" title="Uccello" width="363" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1320" /></a>Questo uccello era curioso. Di una specie diversa dagli altri e molto più piccolo, col suo verso terrorizzava uccelli grandi quattro volte lui, facendoli scappare per prendendosi i bocconi più prelibati. Anche di fronte a me mostrava una strafottente impavidità. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/barrio-la-ronda-quito-ecuador/" rel="attachment wp-att-1321"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/la_ronda_quito.jpg" alt="" title="Barrio La Ronda, Quito, Ecuador" width="700" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-1321" /></a>L&#8217;entrata al Barrio La Ronda, a <strong>Quito</strong>. Una via piena di locali.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/quito-ecuador-2/" rel="attachment wp-att-1322"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/quito.jpg" alt="" title="Quito, Ecuador" width="700" height="429" class="aligncenter size-full wp-image-1322" /></a>Quito all&#8217;imbrunire. Sullo sfondo il<strong> Panecillo</strong>, una collina che ha sulla  vetta una grande statua di una Madonna alata, sempre visibile. Nella foto non è ancora illuminata.<br />
Sono andato lassù con Sandra e abbiamo cenato in un ristorante bellissimo, con una vetrata da cui si vedeva tutta Quito di notte, centinaia di migliaia di lucette adagiate sulle colline.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/io-a-quito/" rel="attachment wp-att-1323"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/io_quito.jpg" alt="" title="Io a Quito" width="332" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1323" /></a>Io sotto la statua del Panecillo. Ho in mano un bicchiere di “canelazo”, una specie di cocktail caldo con frutta e aguardiente. Al ristorante invece abbiamo bevuto un vino caldo con dentro uno spicchio d&#8217;arancia, tipo il vin brulé.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/santuario-a-ipiales-colombia/" rel="attachment wp-att-1324"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/santuario_ipiales.jpg" alt="" title="Santuario a Ipiales, Colombia" width="382" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1324" /></a>Di nuovo in Colombia, di fronte allo spettacolare santuario de Las Lajas, a <strong>Ipiales</strong>, al confine con l&#8217;Ecuador.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/santuario-ipiales-colombia/" rel="attachment wp-att-1325"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/santuario_ipiales2.jpg" alt="" title="Santuario Ipiales, Colombia" width="700" height="444" class="aligncenter size-full wp-image-1325" /></a>Moltissimi i pellegrini che vengono a visitare il santuario o a chiedere miracoli e guarigioni alla Vergine.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/strada-ipiales-colombia/" rel="attachment wp-att-1326"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/strada_ipiales.jpg" alt="" title="Strada Ipiales, Colombia" width="700" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-1326" /></a>Una strada vicino al santuario.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/mercato-ipiales-colombia/" rel="attachment wp-att-1327"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/mercato_ipiales.jpg" alt="" title="Mercato Ipiales, Colombia" width="700" height="444" class="aligncenter size-full wp-image-1327" /></a>Il mercato di Ipiales.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/ragazza-al-mercato-colombia/" rel="attachment wp-att-1328"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/ragazza_mercato.jpg" alt="" title="Ragazza al mercato, Colombia" width="369" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1328" /></a>Una ragazza al mercato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/05/guayaquil-playas-ritorno-a-quito-e-ipiales-colombia/mercato-a-ipiales/" rel="attachment wp-att-1329"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/mercato_ipiales2.jpg" alt="" title="Mercato a Ipiales" width="700" height="433" class="aligncenter size-full wp-image-1329" /></a>Gente al mercato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora mi trovo di nuovo a Pasto, una città per qualche motivo snobbata dalla guida “Lonely Planet South America” che la cita solo in una nota su come giungere in Ecuador, mentre invece è bellina e piacevole a starci, sicuramente molto più di altre città a cui sono dedicate diverse pagine.</p>
<p>Rispondo al<strong> commento:</strong><br />
Ciao cugino! Hai ragione! Non avevo considerato che c&#8217;è l&#8217;oziare dell&#8217;uomo comune e l&#8217;oziare dekariano, non confondiamo il profano col sacro.<br />
Riguardo agli armadilli bianconeri, son fatti così, è inutile starci a pensare. Noi rossoneri, avendo un animo nobile, ci comportiamo all&#8217;opposto: discreti nelle (tante) vittorie e vicini alla squadra nelle (poche) sconfitte.<br />
E bandiera rosso-nera (ovvero anarchica) trionferà!</p>
<p>Il premio <strong>“miglior commento”</strong> va ovviamente, essendo l&#8217;unico, a <strong><font color="0000ff">Piergiorgio 2 – la vendetta</font></strong> che così raggiunge di nuovo Lala in testa.</p>
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		</item>
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		<title>Perquisizioni al confine, Otavalo in Ecuador, riassuntino sulla Colombia e saggi consigli . . .</title>
		<link>http://www.dekaro.com/blog/2012/04/perquisizioni-al-confine-otavalo-in-ecuador-riassuntino-sulla-colombia-e-saggi-consigli/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 03:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>
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		<description><![CDATA[Salve amici! Dopo 3 mesi di viaggio eccomi giunto in Ecuador, paese di cui, al momento, conosco solo il fatto che ci passa appunto sopra l&#8217;equatore e che ha dato i natali all&#8217;arbitro di Corea del Sud-Italia 2-1: Byron Moreno. &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/perquisizioni-al-confine-otavalo-in-ecuador-riassuntino-sulla-colombia-e-saggi-consigli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve amici! Dopo 3 mesi di viaggio eccomi giunto in <strong>Ecuador</strong>, paese di cui, al momento, conosco solo il fatto che ci passa appunto sopra  l&#8217;equatore e che ha dato i natali all&#8217;arbitro di Corea del Sud-Italia 2-1: Byron Moreno.<br />
Ma lo scopriremo assieme.</p>
<p>Da San Agustin sono giunto a Mocoa e da lì ho preso la <strong>strada per Pasto</strong> che mi è sembrata tanto spettacolare quanto pericolosa. Pareti di roccia fittissime di vegetazione, alte centinaia di metri, scendevano a strapiombo fino al fiume, che correva stretto stretto sotto. Tante cascate, con l&#8217;acqua che passava a volte sopra la strada in sterrato, a tratti franata e con segni di smottamento e caduta massi. Era strettissima, il pullman ci passava giusto giusto con le ruote che sfioravano lo strapiombo, tanto che anche affacciandomi dal finestrino spesso non riuscivo a vedere la strada sotto, solo il precipizio.<br />
Quando il pullman incrociava un altro veicolo iniziavano complicate manovre, di solito in retromarcia, per passare entrambi.<br />
La vista da lassù però era straordinaria, finché si è fatto scuro e la penombra ha reso il tutto ancor più inquietante. Poco dopo ha iniziato a piovere e la strada è diventata di fanghiglia e la visibilità quasi nulla. Infine ciliegina sulla torta: solo allora mi sono ricordato che in quelle zone al confine con l&#8217;Ecuador non bisogna mai viaggiare di notte perché c&#8217;è il rischio di venire assaliti da banditi armati, come è capitato qualche anno fa ad un ragazzo italiano che ho conosciuto a Santa Marta, Oscar.</p>
<p>Comunque tutto a posto, e dopo una giorno a Pasto (notate la rima), sono giunto <strong>al confine.</strong><br />
Mi avevano già timbrato il passaporto per l&#8217;uscita dalla Colombia e stavo andando a piedi verso l&#8217;Ecuador quando un poliziotto colombiano dell&#8217;antinarcotici mi ha chiamato per <strong>perquisirmi.</strong><br />
Stavolta mi hanno controllato anche le due tasche principali dello zaino fotografico, quelle che, scherzando, vi avevo detto contenevano 3 chili di cocaina. In realtà però contengono qualcosa di forse <strong>ancor più prezioso</strong>: le mutandine rosse di Joyce. Non tanto per Joyce, una ragazza brasiliana con cui sono stato oltre 10 anni fa, ma perché fin da subito mi sono accorto che portano fortuna e allora le ho sempre vicino a me.<br />
Ora, in tanti controlli un po&#8217; ovunque nel mondo, quando le hanno trovate sono sempre stati professionali, ma in Colombia <strong>che professionalità</strong> volete che ci sia, e da parte della polizia poi, figuriamoci, e così quando le ha viste ha iniziato a ridere grassamente “Ah ah ah, ah ah ah, non pensavo&#8230; non mi sembravi&#8230; ah ah”. No, ma che hai capito, quelle sono di una ragazza brasiliana&#8230; che tu ti sogni la notte fra l&#8217;altro, magari nei tuoi pipponi solitari, volevo anche aggiungere ma non l&#8217;ho fatto perché alla fin fine sono sempre attento a non dire cose che potrebbero far male.<br />
“Mmm&#8230; verdad?? Verdad??” E certo che è la verità! Ma vogliamo cercare la droga o <strong>discutere di souvenir?</strong> Se poi la smetti di allargarle con le tue mani grette per osservarle da tutte le angolazioni mi fai un favore.<br />
Ma adda turnà zio Pablo, io lo dico sempre. Comunque, finita la perquisizione sono entrato in Ecuador.<br />
Dal confine ho preso un pullman, direzione Otavalo. Un 10 minuti dopo: stooop. Sono saliti i poliziotti, hanno controllato i documenti a tutti, e a me e altre 3 o 4 persone ci hanno fatto <strong>scendere per perquisirci.</strong><br />
Anche questa volta si sono accaniti soprattutto sul mio zaino fotografico e soprattutto sulla stessa parte, quella posteriore, dove si infila il computer.<br />
Quindi un <strong>consiglio</strong> per aspiranti trafficanti: <em>non mettetela mai lì!</em> E se l&#8217;altra volta mi hanno tirato le rivestiture interne, strappandomele, questa volta addirittura il poliziotto me l&#8217;ha bucacchiato dall&#8217;interno con un coltellino e a me che protestavo diceva non ti preoccupare, non si rompe, non si rompe&#8230; e intanto lo infilzava col coltellino. Boh, forse “rompe” ha un altro significato in spagnolo.<br />
Intanto tirava <strong>Zeus,</strong> il cane poliziotto, per fargli annusare questi buchini. Ma Zeus non mostrava alcun interesse, annusava come un pazzo tutto e il contrario di tutto tranne il mio zaino e nonostante il poliziotto gli spingesse con forza la testa dentro, non c&#8217;era verso, nulla che gli attirasse l&#8217;annusata, nemmeno le mutandine di Joyce, finché un ragazzo, un po&#8217; strano, anche lui in fila per la perquisizione, gli ha donato una specie di <strong>budino</strong> su cui Zeus si è fiondato per divorarlo fra le grida disperate del poliziotto “noooo che hai fatto?? Ora non annuserà più nulla!!”. E fra le risate generali, anche questa perquisizione è finita.</p>
<p>Sono risalito sul pullman e siamo ripartiti. Un&#8217;oretta dopo stoooop. Di nuovo è salita la polizia, di nuovo controllo dei documenti a tutti e questa volta ho avuto <strong>l&#8217;onore di essere l&#8217;unico</strong> a dover scendere per la perquisizione. Lunghissima, tutte e due gli zaini e a nulla servivano le proteste del conducente che gli diceva ma l&#8217;hanno già controllato! “Non si immischi, lasci fare a noi&#8230;”.<br />
Insomma con ben 4 perquisizioni, vi consiglio di non girare con droga nel raggio di 200 km fra la frontiera della Colombia e dell&#8217;Ecuador. E se proprio dovete, <strong>ricordatevi almeno</strong> di portare sempre con voi un budino da donare al cane. <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/uccello.jpg" alt="" title="Scultura uccello, San Agustin, Colombia" width="454" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1126" /></a>Scultura di San Agustin: un uccello con in bocca un serpente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/doppio_se.jpg" alt="" title="doppio_se" width="183" height="530" class="alignleft size-full wp-image-1111" /></a>Di questa statua è stato detto che rappresenta il “doppio sé”. Il guerriero con sopra lo spirito dell&#8217;animale che lo guida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/mucca.jpg" alt="" title="Cow" width="438" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1103" /></a>Muuuuuuuuuuuuuu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/perquisizioni-al-confine-otavalo-in-ecuador-riassuntino-sulla-colombia-e-saggi-consigli-2/san-agustin-colombia/" rel="attachment wp-att-1125"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/strada_san_agustin.jpg" alt="" title="San Agustin, Colombia" width="700" height="451" class="aligncenter size-full wp-image-1125" /></a>Strada a San Agustin. Se vi capita di andarci, non perdetevi il <strong>ristorante italiano di Ugo</strong>, un ragazzo di Verona. No, non fate quella faccia, ha completamente rinnegato le sue origini (a parte l&#8217;Hellas) e ha detto di sentirsi più meridionale dei meridionali.<br />
Oltre ad aver finalmente mangiato benissimo, la prima sera mi ha offerto tanto vino e rum, la seconda pure e la terza l&#8217;intera cena, gentilissimo, fossero tutti così i ristoratori, mannaggia.<br />
Per raggiungerlo chiedete ad Anibal, una guida (se non lo trovate voi, vi troverà lui). Sarà contento di portarvi con la sua moto senza fari, nel buio più totale e quando glielo fate notare, nessun problema: accenderà il display del cellulare per usarlo come faro. E in effetti in quel contesto vi sembrerà tutta la luce del mondo.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/canne_da_zucchero.jpg" alt="" title="Canne da zucchero" width="687" height="449" class="aligncenter size-full wp-image-1107" /></a>Canne da zucchero vengono triturate per estrarne il succo.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/preparazione_zucchero.jpg" alt="" title="Preparazione panella, Colombia" width="400" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1119" /></a>La preparazione dello zucchero.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/zucchero.jpg" alt="" title="Preparazione dello zucchero" width="700" height="430" class="aligncenter size-full wp-image-1127" /></a>Alla fine escono fuori come dei caramelloni giganti, la panella.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/scritte_pasto.jpg" alt="" title="Scritte sui muri, Pasto, Colombia" width="700" height="404" class="aligncenter size-full wp-image-1120" /></a>Scritte sul muro del consiglio municipale di Pasto. Evidentemente anche in Colombia i politici non hanno una reputazione cristallina!</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/ecuador_mercato.jpg" alt="" title="Ecuador" width="700" height="438" class="aligncenter size-full wp-image-1112" /></a>Ed eccoci in&#8230; Ecuador, al famoso mercato di Otavalo.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/signora_mercato.jpg" alt="" title="Signora al mercato di Otavalo" width="475" height="510" class="aligncenter size-full wp-image-1121" /></a>Una signora tesse al mercato.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/otavalo.jpg" alt="" title="Otavalo, Ecuador" width="700" height="464" class="aligncenter size-full wp-image-1118" /></a><strong>Otavalo</strong> si trova a 2500 metri ed è circondata da tre vulcani, fra cui il Cotacachi, alto 5000 metri. Ancor oggi è abitato in gran parte da popolazioni indigene, che giunsero qui in tempi antichissimi e formarono una sorta di confederazione con altre avanzate comunità intorno. Furono soggiogate, già prima dell&#8217;arrivo degli spagnoli, degli Incas, dopo decenni di guerra che portarono al massacro di gran parte della popolazione.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/bambini_ecuador.jpg" alt="" title="Bambini, Otavalo, Ecuador" width="460" height="510" class="aligncenter size-full wp-image-1104" /></a>Bambini.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/murales.jpg" alt="" title="Murales, Ecuador" width="700" height="451" class="aligncenter size-full wp-image-1117" /></a>Non più sangue per il petrolio.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/i_want_u.jpg" alt="" title="I want you, Ecuador" width="700" height="488" class="aligncenter size-full wp-image-1113" /></a>I want you, dekaro, for the revolution!</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/collegiali.jpg" alt="" title="Collegiali, Ecuador" width="700" height="414" class="aligncenter size-full wp-image-1109" /></a>Collegiali.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/donne_otavalo.jpg" alt="" title="Donne a Otavalo, Ecuador" width="700" height="409" class="aligncenter size-full wp-image-1110" /></a>Signore.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/signore_giornale.jpg" alt="" title="Signore con giornale, Ecuador" width="700" height="465" class="aligncenter size-full wp-image-1123" /></a>Signore con giornale. Mi chiedevo: ma l&#8217;avranno trovato il borsone che  ho lasciato cadere dal finestrino del pullman quando è salita la polizia?</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/stazione_bus.jpg" alt="" title="Stazione bus, Otavalo, Ecuador" width="685" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-1124" /></a>Alla stazione dei pullman.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/bimba.jpg" alt="" title="Bimba, Ecuador" width="700" height="468" class="aligncenter size-full wp-image-1106" /></a>Bimba.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/capra.jpg" alt="" title="Capra" width="617" height="510" class="aligncenter size-full wp-image-1108" /></a>Composizione astratta con capra quasi al centro.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/bancarella_frutta.jpg" alt="" title="Bancarella frutta, Ecuador" width="700" height="435" class="aligncenter size-full wp-image-1105" /></a>Bancarella di frutta.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/signora_sfondocolorato.jpg" alt="" title="Signora con sfondo colorato" width="659" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-1122" /></a>Signora con sfondo colorato.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/mamma_e_figlia.jpg" alt="" title="Mamma e figlia, Ecuador" width="700" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-1114" /></a>Mamma e figlia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/famiglia_lana.jpg" alt="" title="Famiglia lana a mano, Ecuador" width="700" height="425" class="aligncenter size-full wp-image-1146" /></a>Una delle poche famiglie al mondo che fa ancora la <strong>lana a mano</strong>, senza macchinari. Ho comprato un cappellino da loro, 2 dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, qualche <strong>pensierino finale sulla Colombia</strong>, velocemente, perché ho già scritto molto.<br />
Anzitutto, se volete andarci non abbiate paura perché <strong>non è pericolosa</strong>, certamente meno di famose mete turistiche confinanti come il Brasile e il Venezuela. Le probabilità di essere sequestrati dai guerriglieri sono al momento quasi nulle.<br />
Detto questo però <strong>si respira ancora molta violenza</strong>, nelle notizie che si leggono sui giornali, si vedono in tv o si sentono dalla gente. Crimini comuni o legati alla lotta armata, come ad esempio di 40 guerriglieri uccisi tutti assieme in un agguato dell&#8217;esercito, fra cui donne e bambini.<br />
E&#8217; come se la violenza continua per inerzia, quella soprattutto delle forze paramilitari, oggi (in teoria) sciolte ma che fino a pochi anni fa hanno avuto il via libera a compiere impuniti le peggiori nefandezze.<br />
La Colombia infatti è stata per decenni la nazione con il <strong>peggior record di abusi sui diritti umani</strong>, con oltre cento sindacalisti o attivisti uccisi ogni anno, spesso dopo essere stati torturati.<br />
Naturalmente, essendo vittime di truppe paramilitari finanziate se non addirittura addestrate dagli Stati Uniti, non hanno nemmeno il diritto di essere menzionate dai nostri media. Non si tratta insomma del dissidente iraniano o magari cubano in carcere (in quest&#8217;ultimo caso poi, quasi sempre scava scava si scopre trattarsi di un criminale comune). Si tratta invece di dissidenti contro il capitalismo americano e quindi dopo essere stati eliminati devono essere ignorati o subito dimenticati. E pur volendo sarebbe praticamente impossibile ricordarli perché sono appunto migliaia.</p>
<p>La Colombia è al momento con il suo <strong>governo di destra l&#8217;unica significativa eccezione nel sud America</strong> e se una decina di anni fa, con una forte guerriglia in piena crisi politica ed economica, sembrava poter divenire la prima nazione sudamericana a liberarsi dal giogo degli Stati Uniti, oggi è invece l&#8217;unica che non è riuscita a farlo.<br />
Guardando la storia recente della Colombia ho trovato <strong>tanti paralleli con la storia e l&#8217;attualità italiana</strong>, di cui questa sorta di sottomissione agli USA ne è solo uno.<br />
Ad esempio la <strong>guerra civile del &#8217;48</strong> (La Violencia) che ha lasciato una frattura tuttora viva e che ricorda la nostra di qualche anno prima.<br />
I <strong>due partiti principali</strong> colombiani che negli anni &#8217;50, essendo entrambi in forte crisi, prima appoggiarono una dittatura militare e poi si misero d&#8217;accordo per spartirsi il potere solo per interessi personali e dei loro ricchi padroni, tradendo e ingannando completamente l&#8217;elettorato e provocando così la nascita del terrorismo. Tutto ciò riflette molto la situazione che abbiamo oggi in Italia.<br />
Un altro parallelo è <strong>la lotta armata</strong> in Italia, la più grande e duratura d&#8217;Europa, così come quella colombiana lo è (tuttora) in Sud America.<br />
La<strong> criminalità organizzata</strong>, fortissima e ricchissima in entrambi i paesi e con palesi diramazioni in politica.<br />
Un altro esempio: l&#8217;omicidio di un famoso politico colombiano, Luis Carlos Galan, che da sempre era stato attribuito al cartello di Medellin. Oggi si sa che benché il cartello di Medellin avesse tentato più volte di ucciderlo, l&#8217;attentato è stato alla fine compiuto dai DAS, <strong>i servizi segreti</strong> colombiani. Fa venire in mente anzitutto l&#8217;omicidio di Borsellino, e ovviamente le tante stragi di stato dove i nostri servizi segreti se non ne sono stati direttamente gli autori, hanno di sicuro contribuito a depistare le indagini.</p>
<p>Comunque sia, da pochi anni, pare che <strong>il lungo conflitto armato stia per finire</strong>. La guerriglia che, fra sequestri di persona per ottenere il riscatto, narcotraffico, mine antiuomo che hanno ucciso e mutilato soprattutto civili, attacchi indiscriminati sulla popolazione ecc&#8230; hanno da anni perso, a ragione, l&#8217;appoggio e la simpatia del popolo e degli attivisti in patria e all&#8217;estero, oggi appare praticamente sconfitta.<br />
Ora bisognerà vedere se ci sarà una sorta di riappacificazione, invece della solita giustizia a senso unico, esemplare e altisonante sugli sconfitti e che lascia invece impuniti i crimini, ben più cruenti, dei militari e paramilitari.<br />
Un discorso a parte meriterebbero le <strong>comunità indigene</strong>, cacciate a migliaia dalle proprie terre o, quando si oppongono, tranquillamente massacrate. Ma questa è in realtà un&#8217;infamia che riguarda, da sempre, quasi tutta l&#8217;America e non solo la Colombia.</p>
<p>Infine, fra guerriglieri, paramilitari, cartelli della droga, comunità indigene, attivisti eroi, politici venduti e militari corrotti, c&#8217;è il <strong>grosso della popolazione</strong>, anche qui molto simile agli italiani: brava gente, molto religiosa, che in fondo vorrebbe solo vivere in pace tranquillamente, ma forse proprio questo non ha la grinta per reagire ai tanti continui soprusi che subisce.<br />
E per il futuro? Fra i guerriglieri che, nonostante deliranti slogan trionfanti, sembrano ormai sconfitti e gli attivisti che, seguendo vie rigorosamente legali e “democratiche” rimangono impantanati in furbesche pastoie burocratiche prima venire ammazzati uno dopo l&#8217;altro, ci sono <strong>i giovani</strong> che hanno fatto a Bogotà, giusto qualche giorno dopo che me ne sono andato, una manifestazione molto grintosa, di azione diretta, con qualche episodio di vandalismo.<br />
Come da noi i media hanno saputo solo sbraitare alla violenza, e, come da noi, la polizia ha invitato a mandare filmati e a denunciare. Speriamo però che, a differenza nostra, la gente comune li appoggi, cerchi di capirne le ragioni e almeno in questo caso non faccia come quella gran massa di pecoroni italiani che pare sappia solo piagnucolare e lamentarsi, per poi però inevitabilmente, quando c&#8217;è qualche squillo di rivolta, elogiare la polizia che manganella chi si ribella. E, chiamati all&#8217;appello, andare a capo chino a mettere una croce su PDL o PD.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rispondo <strong>al commento</strong> anonimo:<br />
<em>Anonymus</em>, sì, ma speriamo che ci salvi almeno per la volata finale di campionato. Per la verità avevo deciso di non seguire più il calcio ma <strong>l&#8217;idiozia dei commenti juventini</strong> su facebook mi sta facendo ritornare sui miei passi.</p>
<p>Il premio<strong> miglior commento</strong> va a&#8230; <font color="0000ff"><strong>Anonymous</strong></font>. Però la prossima volta metti un nome, anche finto, perché <strong>vi annuncio una novità:</strong> <em><u>Tutti i vincitori del premio miglior commento avranno un piccolo regalino quando torno!</u></em> Ovviamente se raggiungibili e ovviamente si tratterà solo di un <em>piccolo</em> pensierino. </p>
<p>Bacioni xxx <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Salento nella &#8220;zona cafetera&#8221; e le statue di San Agustin</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 07:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dolcissime amiche e simpatici amici, rieccomi. Mi trovo a San Agustin, ormai quasi al confine con l&#8217;Ecuador dove dovrei arrivare fra qualche giorno. Scendendo verso sud ho attraversato la “zona cafetera”, dove appunto si coltiva il caffè. La Colombia è &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dolcissime amiche e simpatici amici, rieccomi. Mi trovo a San Agustin, ormai quasi al confine con l&#8217;Ecuador dove dovrei arrivare fra qualche giorno. Scendendo verso sud ho attraversato la <strong>“zona cafetera”</strong>, dove appunto si coltiva il caffè. La Colombia è infatti la terza nazione al mondo produttrice di caffè dopo il Brasile e il Vietnam, il famosissimo caffè vietnamita.<br />
Lì mi sono fermato 5 giorni a Salento, non in Puglia ma il nome viene da lì perché per qualche motivo nella “zona cafetera” le città hanno preso i nomi da varie parti del mondo, me ne sono accorto con spavento sul pullman quando risvegliandomi ho visto i cartelli: Jerico&#8230; Damasco&#8230; Palestina e ho pensato cavolo devo aver proprio saltato qualche fermata!</p>
<p><strong>Salento</strong> è una piccola cittadina fra i monti e in quei giorni è avvenuto un paradosso: nonostante stando lì bevessi continuamente caffè perché me lo ritrovavo sempre intorno, non riuscivo a smettere di dormire! Mi faceva l&#8217;effetto opposto. Cioè, non è che mi svegliavo tardi, però poi dopo mangiato un pisolino ci scappava sempre e la notte un paio d&#8217;ore dopo cena già mi rificcavo sotto le coperte. Forse sarà stata anche colpa dell&#8217;<strong>aprile dolce dormire</strong>, ma comunque quelle montagne mi hanno fatto venire una sorta di pigrizia, un non voler far nulla tutto il giorno. Per carità, non che altrove venga preso da raptus che mi facciano afferrare un piccone per correre giù in miniera a scavare, ma lì mi sentivo particolarmente accidioso. Forse avevo bisogno di un po&#8217; di riposo e<br />
probabilmente ha influito anche lo sbalzo di temperatura e clima in generale. Sono passati solo alcuni giorni ma mi sembra così lontano il caldo sole della costa caraibica. Salento e San Agustin sono a quasi 2000 metri, fa freschetto, c&#8217;è umidità e piove tantissimo.</p>
<p>I tratti di strada sono stati molto piacevoli perché benché in buona parte della Colombia ci sono <strong>montagne e valli, qui sono particolarmente spettacolari</strong>, a strapiombo e con tante cascate. Fra l&#8217;altro da queste parti fino a pochi anni fa i turisti non potevano venirci per via del forte rischio di venir sequestrati dai guerriglieri (in effetti sono posti talmente belli che i turisti ne rimangono&#8230; rapiti. Questa è una cretinata di battuta che mi ricordo fin dai tempi di Drive-in, si riferiva alla Sardegna).<br />
Forse anche per questo motivo ci sono <strong>molti posti di blocco</strong> della polizia e una volta, nel tratto fra Armenia e Popayan, ci hanno fatti scendere tutti dal mini-bus per perquisirci e si sono accaniti soprattutto su di me, forse perché straniero, perdipiù italiano e frequentatore di nipoti di Escobar.<br />
Hanno trovato un 4 o 5 tasche segrete nel mio zaino fotografico di cui ignoravo l&#8217;esistenza e poi tirando fuori le rivestiture interne me l&#8217;hanno praticamente scassato, insieme al cazzo. Ma tanto <strong>“addà turnà zio Pablo”</strong> con la sua taglia da mille dollari eheheh <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ah, in tutto questo non hanno controllato le due tasche principali, quelle davanti, in cui avevo 3 chili di cocaina!! Scherzo ovviamente, ma sarebbe stato il massimo.</p>
<p>Sia nei pullman che nelle strade ci sono manifesti in cui si invita a denunciare, sotto ricompensa, i guerriglieri o sospetti tali e alcuni di questi manifesti sono, giustamente, crivellati di pallottole.</p>
<p>Ora mi trovo a <strong>San Agustin</strong>, dove ci sono <strong>splendide e misteriose sculture in pietra</strong> di una civiltà di cui si ignora quasi tutto. Si sa che visse da queste parti almeno fin dal 3300 a.C., per poi svanire nel nulla poco prima dell&#8217;arrivo degli spagnoli.<br />
Ho già visto un centinaio di statue e secondo me non hanno nulla da invidiare ad altra straordinaria arte pre-colombiana più famosa come degli incas o dei maya.<br />
La loro scoperta è abbastanza recente e molte di esse sono venute alla luce solo nel secolo scorso. Anche il fatto che, come dicevo, queste zone sono state fino a poco fa teatro di guerriglia ne ha probabilmente rallentato la conoscenza nel resto del mondo.<br />
Le sculture rappresentano a volte uomini o donne, a volte animali e spesso un misto. Stavano di solito davanti alle tombe, come a guardia, e venivano ricoperte con esse sotto piccole montagnelle di terra.<br />
E&#8217; davvero difficile risalire alla società che le ha create perché non sono stati riscontrati contatti con altre civiltà e a parte queste sculture, circa 500, sono stati ritrovati solo alcuni utensili, gioielli e i soliti vasi rotti (dopo tanti viaggi sono giunto alla conclusione che il principale hobby degli antichi di tutto il mondo era fare vasi, scassarli e ficcarli nelle tombe <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  )<br />
Come sempre, negli anni i tombaroli hanno fatto moltissimi danni, distruggendo e portando via oggetti di valore.<br />
Sono sparse in diversi siti intorno San Agustin di cui il più grande è il parco archeologico, a 3 km. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/piantagione-caffe/" rel="attachment wp-att-1053"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/piantagione_caffe.jpg" alt="" title="Piantagione caffe" width="700" height="430" class="aligncenter size-full wp-image-1053" /></a>Le montagne intorno Salento, nella “zona cafetera”. La casa a destra è appunto la sede di una piantagione di caffè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/salento-colombia/" rel="attachment wp-att-1057"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/salento.jpg" alt="" title="Salento, Colombia" width="384" height="530" class="aligncenter size-full wp-image-1057" /></a>La strada principale di Salento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/sala-biliardo-salento-colombia/" rel="attachment wp-att-1056"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/sala_biliardo.jpg" alt="" title="Sala biliardo, Salento, Colombia" width="700" height="451" class="aligncenter size-full wp-image-1056" /></a>Sala di biliardo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/due-persone-colombia/" rel="attachment wp-att-1050"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/persone.jpg" alt="" title="Due persone, Colombia" width="700" height="430" class="aligncenter size-full wp-image-1050" /></a>Persone.<br />
<em>“Simu salentini dellu munnu cittadini, radicati alli messapi cu li greci e bizantini, uniti intra stu stile osce cu li giammaicani&#8230;”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/strada-salento-colombia/" rel="attachment wp-att-1067"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/strada_salento.jpg" alt="" title="Strada Salento, Colombia" width="700" height="458" class="aligncenter size-full wp-image-1067" /></a>Strada all&#8217;imbrunire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/giocatori-biliardo/" rel="attachment wp-att-1044"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/giocatori_biliardo.jpg" alt="" title="Giocatori biliardo" width="700" height="437" class="aligncenter size-full wp-image-1044" /></a>Giocatori di biliardo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/partita-di-calcio-in-tv-colombia/" rel="attachment wp-att-1049"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/partita_calcio.jpg" alt="" title="Partita di calcio in tv, Colombia" width="700" height="464" class="aligncenter size-full wp-image-1049" /></a>Partita in tv per strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/macchinetta-caffe/" rel="attachment wp-att-1045"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/macchinone_caffe.jpg" alt="" title="Macchinetta caffe" width="526" height="510" class="aligncenter size-full wp-image-1045" /></a>Macchinone del caffè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/spighe/" rel="attachment wp-att-1065"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/spighe.jpg" alt="" title="Spighe" width="700" height="452" class="aligncenter size-full wp-image-1065" /></a>Spighe abbrustolite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/salento-colombia-by-night/" rel="attachment wp-att-1058"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/salento_notte2.jpg" alt="" title="Salento (Colombia) by night" width="700" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-1058" /></a>Strada di notte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/vitello/" rel="attachment wp-att-1070"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/vitello.jpg" alt="" title="Vitello" width="700" height="455" class="aligncenter size-full wp-image-1070" /></a>Anche voi vi leccate i baffi eh? Merdi che non siete altro! (Mi rivolgo ai non-vegetariani).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/naso-di-mucca/" rel="attachment wp-att-1048"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/naso_di_mucca.jpg" alt="" title="Naso di mucca" width="582" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-1048" /></a>Naso di mucca.</p>
<p>“Dekà e eri ì fin in Colombia p fa e foto ae mukk e i vitiell&#8230; e nun putevi ì ncopp o Mates??”</p>
<p>No, non ci potevo andare sul Matese e vi ricordo che questo blog è seguito in tutta Italia, quindi siete pregati di non parlare napoletano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/san-ibrahivomic/" rel="attachment wp-att-1061"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/san_ibrahimovic.jpg" alt="" title="San Ibrahivomic" width="440" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1061" /></a>Ma&#8230; è San Ibrahimovic! Il biblico protettore degli eliminati in Champions. <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/processione-venerda%c2%ac-santo/" rel="attachment wp-att-1069"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/venerdi_santo.jpg" alt="" title="Processione VenerdÃ¬ santo" width="700" height="433" class="aligncenter size-full wp-image-1069" /></a>Un&#8217;altra processione: il venerdì santo viene portato il feretro di Gesù.</p>
<p>“Dekà&#8230; ma akka nunn è mai vnut a vré na pruciession in vita tua&#8230; eri ì fin allà?!?”<br />
Ae, ma vi trovo polemici oggi. E comunque vi avevo chiesto di non parlare in dialetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/falo-pasqua-colombia/" rel="attachment wp-att-1043"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/falo_pasqua.jpg" alt="" title="Falo Pasqua, Colombia" width="700" height="431" class="aligncenter size-full wp-image-1043" /></a>Falò davanti alla chiesa il sabato prima di Pasqua. Mi sono fatto pure la veglia, vabbuò??</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/pianta-strana-colombia-2/" rel="attachment wp-att-1052"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/pianta_strana1.jpg" alt="" title="Pianta strana, Colombia" width="700" height="441" class="aligncenter size-full wp-image-1052" /></a>Una pianta strana, col solito cielo plumbeo sullo sfondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/cavallo-san-augustin-colombia/" rel="attachment wp-att-1042"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/cavallo_san_augustin.jpg" alt="" title="Cavallo, San Agustin, Colombia" width="700" height="448" class="aligncenter size-full wp-image-1042" /></a>A San Agustin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/cascata-colombia/" rel="attachment wp-att-1041"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/cascata.jpg" alt="" title="Cascata, Colombia" width="364" height="530" class="aligncenter size-full wp-image-1041" /></a>Cascata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/tomba-colombia/" rel="attachment wp-att-1068"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/tomba.jpg" alt="" title="Tomba, Colombia" width="700" height="459" class="aligncenter size-full wp-image-1068" /></a>Una tomba affianco al fiume Magdalena, forse di un guerrigliero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/san-augustin-colombia/" rel="attachment wp-att-1060"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/san_augustin.jpg" alt="" title="San Augustin, Colombia" width="503" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1060" /></a>Una scultura di San Agustin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/scultura-di-san-agustin/" rel="attachment wp-att-1059"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/san_agustin_statua.jpg" alt="" title="Scultura di San Agustin" width="467" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1059" /></a>Come dicevo, spesso si trovavano a guardia delle tombe, coperte di terra con esse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/statua-san-agustin-colombia/" rel="attachment wp-att-1066"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/statua_s_agustin.jpg" alt="" title="Statua, San Agustin, Colombia" width="418" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-1066" /></a>E spesso hanno tratti umani e animali assieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/statue-san-agustin-colombia/" rel="attachment wp-att-1081"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/statue_san_agustin.jpg" alt="" title="Statue San Agustin, Colombia" width="700" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-1081" /></a><em>“e in verità, nella maggior parte delle Indie, si ha più cura di fare e decorare la tomba dove metteranno poi i morti che non adornare la casa in cui devono vivere da vivi.”</em> &#8211; da <em>“La cronaca del Perù”</em> del 1550. Scritta all&#8217;entrata del museo del parco archeologico di San Agustin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/salento-nella-zona-cafetera-e-le-statue-di-san-agustin/scultura-san-agustin/" rel="attachment wp-att-1064"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/scultura_san_agustin.jpg" alt="" title="Scultura San Agustin" width="347" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1064" /></a>Dalle immagini sulle sculture si è potuto risalire ad alcune loro caratteristiche: abiti che indossavano, ornamenti, armi e alcuni cibi, ma per il resto ci sono solo supposizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rispondo ai <strong>commenti.</strong></p>
<p>Ciao <em>Piergiorgio 2 – la vendetta</em>. Sì e all&#8217;amico di Mompos facciamo fare la parte del sicario (se non lo è per davvero). Io invece pensavo a questo punto di creare il <strong>cartello di Dekaro</strong>, tanto gli agganci ci sono! (Scherzi a parte, quando gli ho chiesto se aveva avuto contatti con la mafia italiana ha fatto un eeeeehhhh manco gli avessi chiesto se c&#8217;è acqua nel mare! Poi ha aggiunto è ovvio, figurati, è in assoluto una delle mafie più grandi.<br />
Inoltre, mi ha fatto vedere una statuina che ha proprio all&#8217;entrata della casa, una sorta di madonnina vestita con abiti settecenteschi e con un  vaso di fiori in mano, dicendomi che è la stessa che usano i mafiosi italiani per protezione).</p>
<p>Ciao <em>zia Marina</em>. La domenica delle palme mi ha colto di sorpresa, non sapevo che era quasi pasqua, ma dopo è stato impossibile dimenticarsene perché per tutta la settimana seguente ho beccato continuamente processioni, prima a Mompos e poi a Salento.</p>
<p>Il premio miglior commento va a&#8230; <font color="0000ff"><strong>Piergiorgio 2 – la vendetta</strong></font> che con questo secondo titolo si porta anche lui all&#8217;inseguimento di Lala, la desaparacida.</p>
<p>E però <strong>anche voi altri</strong>, mettete qualche commento, non siate timidi. Timidezza is not good.</p>
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		<title>Mompos, Medellin e Pablo Escobar</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 03:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi amici, gioite: ecco infatti una nuova puntata di Dekaro Diario! Stavolta vi parlerò di Mompos, Medellin e di Pablo Escobar, uno dei più famosi trafficanti di droga di tutti i tempi, capo del cartello di Medellin. Ho anche conosciuto &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi amici, gioite: ecco infatti una nuova puntata di Dekaro Diario! Stavolta vi parlerò di Mompos, Medellin e di Pablo Escobar, uno dei più famosi trafficanti di droga di tutti i tempi, capo del cartello di Medellin. Ho anche conosciuto personalmente suo nipote, Nicolas.</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/bimba-chiesa-momps/" rel="attachment wp-att-976"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/bimba_mompos.jpg" alt="" title="Bimba, chiesa Mompos" width="700" height="470" class="aligncenter size-full wp-image-976" /></a>Più o meno a metà strada fra Cartagena e Medellin, c&#8217;è <strong>Mompos</strong>, una città che, un po&#8217; come Villa de Leyva, sembra essersi fermata nel tempo. Ciò è dovuto probabilmente al fatto che è rimasta sempre un po&#8217; isolata. E&#8217; infatti difficile da raggiungere e a un certo punto bisogna fare anche un tratto di strada via fiume con delle veloci lance colorate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/strada-mompos-colombia/" rel="attachment wp-att-977"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/strada_mompos.jpg" alt="" title="Strada, Mompos, Colombia" width="700" height="464" class="aligncenter size-full wp-image-977" /></a>E&#8217; la città in cui è ambientata “Cronaca di una morte annunciata” di Marquez. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/mompos-colombia/" rel="attachment wp-att-978"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/piazza_mompos.jpg" alt="" title="Mompos, Colombia" width="700" height="456" class="aligncenter size-full wp-image-978" /></a>Una piazza all&#8217;imbrunire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/pulcini-colorati-mompos/" rel="attachment wp-att-979"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/pulcini_colorati.jpg" alt="" title="Pulcini colorati, Mompos" width="700" height="435" class="aligncenter size-full wp-image-979" /></a>Si vendono pulcini colorati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/processione-a-mompos/" rel="attachment wp-att-982"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/processione.jpg" alt="" title="Processione a Mompos" width="700" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-982" /></a></p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/processione-a-mompos-colombia/" rel="attachment wp-att-983"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/domenica_palme.jpg" alt="" title="Processione a Mompos, Colombia" width="700" height="436" class="aligncenter size-full wp-image-983" /></a>Processione della domenica delle palme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/asinello-mompos/" rel="attachment wp-att-984"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/asinello.jpg" alt="" title="Asinello, Mompos" width="700" height="442" class="aligncenter size-full wp-image-984" /></a>Signora con asinello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/amici-a-mompos-colombia/" rel="attachment wp-att-985"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/amici_mompos.jpg" alt="" title="Amici a Mompos, Colombia" width="560" height="473" class="aligncenter size-full wp-image-985" /></a>Una notte, nei baretti intorno una piazza, ho conosciuto Javier, a sinistra, con cui ho bevuto qualche birra. In seguito ho conosciuto quel signore a destra, che però era un po&#8217; strano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/amico-a-mompos/" rel="attachment wp-att-986"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/amico_mompos.jpg" alt="" title="Amico a Mompos" width="428" height="517" class="aligncenter size-full wp-image-986" /></a>Anzi, decisamente strano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/signore-a-mompos-colombia/" rel="attachment wp-att-987"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/signore_mompos.jpg" alt="" title="Signore a Mompos, Colombia" width="409" height="530" class="aligncenter size-full wp-image-987" /></a>Però in fondo simpatico, qui accenna addirittura a un sorriso!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/lancia-per-mompos/" rel="attachment wp-att-990"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/lancia.jpg" alt="" title="Lancia per Mompos" width="432" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-990" /></a>La lancia che si prende per il tratto di fiume da Magangué a Bodega.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/ragazzi/" rel="attachment wp-att-991"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/ragazzi.jpg" alt="" title="Ragazzi" width="700" height="476" class="aligncenter size-full wp-image-991" /></a>Ragazzi a Magangué.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/metrocable-medellin/" rel="attachment wp-att-992"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/metrocable_medellin.jpg" alt="" title="Metrocable, Medellin" width="700" height="450" class="aligncenter size-full wp-image-992" /></a><strong>Medellin</strong> si trova in una valle circondata da colline strapiene di case ammassate. Arrivando di notte ci si sente come avvolti da centinaia di migliaia di lucette.<br />
Da una fermata della metro si può prendere una cabinovia che sale su una di queste colline.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/nella-cabinovia-a-medellin/" rel="attachment wp-att-993"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/in_cabinovia.jpg" alt="" title="Nella cabinovia a Medellin" width="700" height="446" class="aligncenter size-full wp-image-993" /></a>Dentro la cabinovia, che passa poco sopra uno dei tanti quartieri popolari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/quartiere-medellin/" rel="attachment wp-att-994"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/quartiere_medellin.jpg" alt="" title="Quartiere, Medellin" width="700" height="446" class="aligncenter size-full wp-image-994" /></a>Questi quartieri sono formati quasi interamente da case in mattoni nudi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/manifesti-medellin/" rel="attachment wp-att-997"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/manifesti.jpg" alt="" title="Manifesti, Medellin" width="700" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-997" /></a>Manifesti fra le case.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/dentro-quartiere-medellin/" rel="attachment wp-att-998"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/interno_quartiere.jpg" alt="" title="Dentro quartiere Medellin" width="700" height="431" class="aligncenter size-full wp-image-998" /></a>All&#8217;interno delle stradine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/medellin-colombia/" rel="attachment wp-att-999"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/medellin.jpg" alt="" title="Medellin, Colombia" width="700" height="437" class="aligncenter size-full wp-image-999" /></a>Piazzetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/murales-medellin/" rel="attachment wp-att-1000"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/murales_medellin.jpg" alt="" title="Murales, Medellin" width="700" height="436" class="aligncenter size-full wp-image-1000" /></a>Murales.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/palazzi-medellin-colombia/" rel="attachment wp-att-1001"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/palazzi_medellin.jpg" alt="" title="Palazzi, Medellin, Colombia" width="382" height="530" class="aligncenter size-full wp-image-1001" /></a>Campo di calcetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/tomba-di-escobar/" rel="attachment wp-att-1004"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/tomba_escobar.jpg" alt="" title="Tomba di Escobar" width="700" height="445" class="aligncenter size-full wp-image-1004" /></a><br />
Sempre a Medellin, con mio grande stupore, ho saputo dell&#8217;esistenza del <strong>“Pablo Escobar tour”</strong>, un giro turistico dove si visitano i luoghi legati alla storia di Escobar, fino alla sua casa, dove ci si incontra con suo fratello o suo nipote.<br />
Potrebbe essere un&#8217;idea per ravvivare il turismo italiano: il Totò Riina tour, con visita ai luoghi dove si nascondeva, il posto dove è stato arrestato, dialogo coi parenti, magari pure una visitina in carcere, sarebbe contento!<br />
Ma in effetti ciò che mi ha stupito di questo tour è proprio questo parallelo con Riina, tantopiù che il suo arresto è persino precedente alla morte di Escobar.<br />
Comunque sia, abbiamo visitato vari luoghi, fra cui la sua tomba.</p>
<p>Vi faccio una velocissima <strong>sintesi della sua tragica vita</strong> perché, oltre che affascinante, è parte integrante della storia colombiana.<br />
Piccolo spacciatore in Sud America, iniziò per primo a esportare <strong>cocaina negli USA negli anni &#8217;70</strong> quando questa, benché già classificata come illegale, era in pratica ignorata dalla polizia e dalla security degli aeroporti.<br />
Diviene in pochi anni il 7 uomo più ricco del mondo, donando nel frattempo una buona fetta dei suoi guadagni alla popolazione povera, soprattutto di Medellin, costruendo ospedali, scuole e addirittura interi quartieri dove vanno a vivere famiglie senza casa.<br />
Per questo diviene <strong>amatissimo dai ceti più poveri</strong>, ovvero la stragrande maggioranza dei colombiani, e decide di entrare in politica, anche per ottenere l&#8217;immunità parlamentare (mi ricorda qualcuno).<br />
Viene <strong>eletto nel congresso</strong> (il parlamento colombiano) ma espulso poco dopo su pressione del ministro della giustizia e a questo punto la guerra fra lui e lo stato si inasprisce. Uccide il ministro della giustizia e mette una taglia di 1000 dollari per ogni poliziotto ucciso. La polizia ovviamente se ne vede bene dal girare per <strong>Medellin che diventa la città più pericolosa del mondo</strong>, tantopiù che nel frattempo inizia anche la guerra col cartello di Cali. I morti, fra cui moltissime vittime innocenti, non si contano.<br />
Sempre più alle strette, Escobar decide di farsi arrestare ma a condizione che venga cambiata la costituzione in modo da impedire l&#8217;estradizione per i colombiani, perché non vuole finire negli USA. Quando ottiene ciò si rinchiude in un carcere costruito da lui stesso:<strong> la Catedral</strong>, uno dei luoghi più lussuosi della Terra.<br />
Quando però il governo, forse su pressione degli USA, decide di trasferirlo in un altro carcere, Escobar scappa.<br />
Il 2 dicembre 1993, il giorno dopo il suo quarantaquattresimo compleanno, viene individuato e <strong>ucciso</strong> sul tetto di un palazzo di Medellin.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/quartier-generale-del-cartello-di-medellin/" rel="attachment wp-att-1005"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/quartier_generale.jpg" alt="" title="Quartier generale del cartello di Medellin" width="700" height="464" class="aligncenter size-full wp-image-1005" /></a>Il quartier generale del cartello di Medellin. Dopo essere stato confiscato, fu fatto esplodere dal cartello di Cali (chiamati “Los Pepes” – questo farà ridere i miei concittadini beneventani).</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/manifesto-taglia-escobar/" rel="attachment wp-att-1007"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/manifesto_taglia.jpg" alt="" title="Manifesto taglia Escobar" width="377" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1007" /></a>Manifesto di quando era ricercato col fratello Roberto. Qui siamo all&#8217;interno della casa dove viveva all&#8217;inizio degli anni &#8217;80, prima di trasferirsi in una tenuta di campagna a circa 4 ore da Medellin (chiamata “Napoles” – questo invece farà ridere tutti gli italiani).<br />
La casa è oggi una sorta di museo e ci vivono Roberto e il figlio Nicolas, nipote di Pablo.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/mompos-medellin-e-pablo-escobar/io-col-nipote-di-pablo-escobar/" rel="attachment wp-att-1006"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/io_e_nipote_escobar.jpg" alt="" title="Io col nipote di Pablo Escobar" width="553" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-1006" /></a>Io con Nicolas, il nipote di Pablo Escobar.</p>
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<p>Se il tour in sé non è stato nulla d&#8217;eccezionale, straordinariamente interessante è stata invece la conoscenza di <strong>Nicolas</strong>, persona molto intelligente, con cui abbiamo potuto discutere a lungo.<br />
Ha detto che il 90% delle cose che si dicono su Pablo Escobar sono false.<br />
Sulla<strong> morte di suo zio</strong> nessuno conosce la verità a parte lui, suo padre e una terza persona. Non appena questa terza persona morirà (e Nicolas ha detto di augurarselo al più presto) la racconterà. Si è scusato di non poter dire altro al riguardo ma per il resto ha risposto ampiamente a tutte le domande, sempre con grande sincerità e dignità, usando il “noi” anche per le azioni più cruente del cartello di Medellin, come ad esempio l&#8217;omicidio del ministro della giustizia.<br />
Ha fatto notare che la guerra scatenata dai politici contro suo zio non ha mai avuto nulla a che fare con questioni morali, tantopiù che nessun politico colombiano ha mai ragionato in quei termini. <strong>Il problema era politico</strong>, Escobar è stata la prima persona venuta da una famiglia povera a contrastare il potere gestito da sempre da una casta di cinque famiglie colombiane. Inoltre, invece di promettere soltanto come fanno tutti i politici, faceva davvero molto per la gente, e questo in effetti è un dato di fatto.<br />
<strong>Sugli Stati Uniti</strong> ha detto che il vero problema per loro non è tanto la dannosità della cocaina, ma il flusso di denaro che finisce da lì in Colombia e che deve essere fermato. Mi ha fatto venire in mente Chomsky che ha notato che ogni anno muoiono molti più colombiani per colpa del tabacco statunitense che americani per colpa della cocaina colombiana.</p>
<p>Guardando indietro al suo passato prova ancora un grandissimo affetto per suo zio, persona straordinariamente intelligente e sempre pronta ad aiutare i poveri, ma si rende conto che nonostante tutti i soldi che aveva <strong>non era una bella vita</strong>.  Non poteva quasi mai muoversi e quando lo faceva doveva girare scortato e armato fino ai denti. Ora si ritrova con 75% della sua famiglia e 99% dei suoi amici uccisi. Anche i 3 anni in un hotel in Svizzera da 55.000 dollari al giorno all&#8217;inizio degli anni &#8217;80, li vede ora più come una follia insensata che come qualcosa di piacevole.</p>
<p>Ha raccontato tanti bellissimi <strong>aneddoti</strong> di vita con suo zio:<br />
Pablo che decide di imparare il francese perché preferisce conoscere la lingua delle persone con cui fa affari e dopo solo 3 mesi, quando lo rincontra, si diverte a parlargli fluentemente in quella lingua mentre lui, da anni in Svizzera coi migliori professori, ancora non riesce a farlo!<br />
Il lusso surreale della Catedral, la prigione che Pablo si era auto-costruita, dove quasi ogni sera c&#8217;erano party e a volte addirittura partite di calcio con intere squadre fatte venire all&#8217;interno.<br />
La continua escalation di modi e mezzi per far entrare la droga negli USA: all&#8217;inizio con piccoli aerei, poi con navi, mentre oggi il cartello di Cali usa soprattutto sommergibili.<br />
I tantissimi insospettabili aeroporti internazionali che li facevano passare senza controlli in cambio del 25% del valore della droga che portavano&#8230; ecc&#8230; ecc&#8230;<br />
E&#8217; stato <strong>arrestato solo una volta </strong>con un suo amico, subito fatto a pezzi con una motosega dalla polizia colombiana davanti ai suoi occhi. Per sua fortuna zio Pablo, venuto a sapere nel frattempo dell&#8217;arresto, chiamò personalmente il presidente della Colombia dicendogli che questa era una guerra fra loro e se cominciava a mettere in mezzo i familiari avrebbe iniziato immediatamente ad ammazzare i figli e i nipoti di tutti i più alti militari e politici. 25 minuti dopo la telefonata Nicolas era di nuovo libero.<br />
Dopo la morte di Pablo, la famiglia ha deciso di smettere. Ora il traffico di droga è gestito soprattutto dal cartello di Cali, loro eterno rivale.</p>
<p>Un&#8217;ultima curiosità. La guerra fra il Cartello di Medellin e quello di Cali si spostò anche sui campi di calcio, con l&#8217;Independiente di Medellin contro l&#8217;America di Cali. E quando il Cali pareggiò una partita grazie ad un arbitraggio alquanto sospetto, Escobar fece uccidere l&#8217;arbitro! Eh, quando ci vuole, ci vuole&#8230;</p>
<p>Rispondo ai <strong>commenti</strong>.</p>
<p>Ciao <em>PJ</em> (Piergiorgio 1 – il vecchio?). Sì, ci mancava solo quello dopo quasi 10 ore di trekking!!</p>
<p>Ciao <em>zia Marina</em>, più che altro è astuta la sua fidanzata. “<em>Astuta come un cervo!</em>” (cit).</p>
<p>Ciao <em>Fabrizio!</em> Sì, ma la verità è che come natura crea, il lavoro distrugge! Per fortuna mi basta qualche mese per ritornare a splendere! <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il premio <strong>miglior commento</strong> va a&#8230; <font color="0000ff"><strong>Fabrizio</strong>!</font></p>
<p>E un grandissimo abbraccio ai tanti nuovi amici della pagina facebook di <a href="http://www.facebook.com/pages/Dekaro-Diario/324818420901964" title="Dekaro Diario"><strong>Dekaro Diario</strong></a>!</p>
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		<title>Cartagena e Playa blanca</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 06:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! Stavolta vi metto le foto di Cartagena e di Playa blanca. Cartagena è fra le più belle città visitate finora in questo viaggio. Soprattutto la parte vecchia, all&#8217;interno di mura costruite in seguito a innumerevoli attacchi pirata, &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/04/cartagena-e-playa-blanca/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Stavolta vi metto le foto di Cartagena e di Playa blanca.<br />
<strong>Cartagena </strong>è fra le più belle città visitate finora in questo viaggio. Soprattutto la parte vecchia, all&#8217;interno di mura costruite in seguito a innumerevoli attacchi pirata, fra cui quello di Drake nel 1586, che non solo la saccheggiò e mise a ferro e fuoco, ma ottenne anche un oneroso riscatto per restituirla agli spagnoli.<br />
Intorno Cartagena c&#8217;è un arcipelago di isolette che arrivano alla <strong>Playa Blanca</strong>, una spiaggia (bianca, ovviamente) con il tipico mare caraibico, caldo e turchese dove sono rimasto per tre giorni di pigro ozio.<br />
E&#8217; il classico posto tranquillo, con piccole baracche sulla spiaggia dove, oltre a mangiare, si può dormire in amache, canadesi e sfiziose capanne rialzate che però erano già tutte occupate. Io ho dormito in canadese.<br />
La sera alcuni di questi baracchini mettono musica e si beve su tavoli a lume di candela. La prima notte però ho preferito restarmene a bere birra per conto mio, seduto sulla riva al suono del mare, che mi ha accompagnato anche dopo, nei sogni, perché la canadese stava a una decina di metri.<br />
La notte dopo ho bevuto <strong>aguardiente con una simpatica coppia di Bogotà</strong>, grandi fan di Nicola di Bari. L&#8217;aguardiente è quello che beveva anche Burroughs in queste zone, tipo a Panama con quel suo amico ancora più scoppiato di lui “bevendo aguardiente con tè e cannella per correggere quel sapore di kerosene”. E&#8217; tipo anice.<br />
Il signore di Bogotà mi ha detto che quando era vivo <strong>Pablo Escobar</strong>, il re della droga colombiana per molti anni, era meglio perché era molto generoso e costruiva ospedali, strade, scuole e donava soldi alla gente, invece dopo di lui ben poco perché lo stato è molto taccagno. Ha aggiunto che comunque anche noi italiani possiamo essere orgogliosi perché la nostra mafia è rispettata in tutto il mondo. E vabè.<br />
Da quanto ho notato i colombiani non sono grandi bevitori, tutto il contrario dei vicini venezuelani che invece bevono l&#8217;impossibile, perché è già la seconda volta che bevendo aguardiente con loro la fanno drammatica su quanto è forte, su come si sentiranno il giorno dopo ecc&#8230; mentre in realtà è un alcolico normale, per nulla esagerato.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=871" rel="attachment wp-att-871"><img class="aligncenter size-full wp-image-871" title="Porta, Cartagena, Colombia" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/porta_cartagena.jpg" alt="" width="444" height="520" /></a>Come in una fiaba, si entra nella città vecchia di Cartagena.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=860" rel="attachment wp-att-860"><img class="aligncenter size-full wp-image-860" title="Cartagena all'imbrunire" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/cartagena_sera.jpg" alt="" width="700" height="462" /></a>Cartagena.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=857" rel="attachment wp-att-857"><img class="aligncenter size-full wp-image-857" title="Cartagena, Colombia" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/cartagena_partita1.jpg" alt="" width="700" height="416" /></a>Partita di calcetto con la Cartagena moderna sullo sfondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=852" rel="attachment wp-att-852"><img class="aligncenter size-full wp-image-852" title="Astratta" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/astratta700.jpg" alt="" width="700" height="458" /></a>Astratta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=872" rel="attachment wp-att-872"><img class="aligncenter size-full wp-image-872" title="Ragazza colombiana" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ragazza.jpg" alt="" width="700" height="464" /></a>Ballerina di strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=855" rel="attachment wp-att-855"><img class="aligncenter size-full wp-image-855" title="Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/cartagena.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Carrozze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=884" rel="attachment wp-att-884"><img class="aligncenter size-full wp-image-884" title="Giocatori scacchi, Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/chessplayers.jpg" alt="" width="700" height="439" /></a>Giocatori di scacchi nel barrio Getsemani, fuori dalle mura. E&#8217; il quartiere dove vivevano gli schiavi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=873" rel="attachment wp-att-873"><img class="aligncenter size-full wp-image-873" title="Ragazzo in bici, Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ragazzo_bici.jpg" alt="" width="700" height="446" /></a>Ragazzo fa acrobazie in bici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=861" rel="attachment wp-att-861"><img class="aligncenter size-full wp-image-861" title="Colori, Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/colori_cartagena.jpg" alt="" width="700" height="470" /></a>Colori.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=869" rel="attachment wp-att-869"><img class="aligncenter size-full wp-image-869" title="Manifestazione donne, Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/manifestazione_donne.jpg" alt="" width="700" height="413" /></a>Manifestazione di donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=854" rel="attachment wp-att-854"><img class="aligncenter size-full wp-image-854" title="Colombian truck" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/camion.jpg" alt="" width="700" height="450" /></a>Camion.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=876" rel="attachment wp-att-876"><img class="aligncenter size-full wp-image-876" title="Signora con frutta, Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/signora_frutta.jpg" alt="" width="425" height="520" /></a>Signora con frutta in piazza Santo Domingo. Questa signora è di Palenque, una cittadina vicina fondata, come molte altre in America, da schiavi fuggitivi e che fu la prima del continente ad essere dichiarata ufficialmente libera, nel 1713.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=910" rel="attachment wp-att-910"><img class="aligncenter size-full wp-image-910" title="Statua Botero" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/statua_botero.jpg" alt="" width="668" height="406" /></a>Scultura di Botero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=885" rel="attachment wp-att-885"><img class="aligncenter size-full wp-image-885" title="Bandiera Colombia" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bandiera_colombia.jpg" alt="" width="700" height="444" /></a>La bandiera colombiana sulla Cartagena moderna. Foto scattata dal forte San Felipe de Barajas.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=870" rel="attachment wp-att-870"><img class="aligncenter size-full wp-image-870" title="Playa Blanca, Cartagena" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/playa_blanca.jpg" alt="" width="700" height="435" /></a>Il mare caraibico della Playa Blanca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=864" rel="attachment wp-att-864"><img class="aligncenter size-full wp-image-864" title="Maderlen, Playa Blanca" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/maderlen.jpg" alt="" width="428" height="520" /></a>Maderlen mi prepara il pranzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=868" rel="attachment wp-att-868"><img class="aligncenter size-full wp-image-868" title="Madrelen, Playa Blanca" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/madrelen2.jpg" alt="" width="700" height="449" /></a>Ooops, mi sa che mi sta passando di colpo la dekarite! <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=863" rel="attachment wp-att-863"><img class="aligncenter size-full wp-image-863" title="Piccolo iguana" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/iguana.jpg" alt="" width="700" height="433" /></a>Un piccolo iguana.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=853" rel="attachment wp-att-853"><img class="aligncenter size-full wp-image-853" title="Bambina capellona" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bambina_capellona.jpg" alt="" width="536" height="470" /></a>Bambina capelluta</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=903" rel="attachment wp-att-903"><img class="aligncenter size-full wp-image-903" title="io" src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/io_playablanca1.jpg" alt="" width="660" height="434" /></a>Ragazzi, vi annuncio che ho messo su famiglia. Basta con questo vagabondare.</p>
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<p>Grazie per i tanti commenti!</p>
<p><em>Maria</em>, ovviamente sono contento se condividi le mie foto su facebook! Questo vale per tutti.<br />
E&#8217; vero, la dekarite in fondo è solo una terapia per recuperare forze. Io infatti dopo quasi 3 anni sono in una forma fisica e mentale smagliante! <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Giovanni</em> sì, almeno per me non c&#8217;è dubbio che l&#8217;appetito vien mangiando!</p>
<p><em>Piergiorgio 2</em>, eh, come si fa a distaccarsene definitivamente! Pensa che se vinciamo quest&#8217;anno andiamo a 19 scudetti, a un passo dalla seconda stella! Io iniziai a tifare proprio poco prima della prima stella, avevo 7 anni! Tutta una vita.</p>
<p>E un bacione grandissimo ad <em>Antonella</em> e <em>Wanda</em>.</p>
<p>Riguardo al premio <strong>“miglior commento”</strong> è davvero difficile assegnarlo perché lo meriterebbero tutti. Squalifico Maria perché non l&#8217;ha messo nell&#8217;ultimo post (ehhh Dekaro Diario ha regole ferree, dove andremmo a finire altrimenti??). Squalifico pure Giovanni perché continua ad aggiungere una l al mio nome, che non sarebbe nulla di grave se non fosse che così divento omonimo di quel mediocre scrittore del cacchio. Piergiorgio ne ha già vinto uno, restano Antonella e Wanda. Beh, siccome <font color="0000ff"><strong>Antonella</strong></font> l&#8217;ha messo prima, vince. Wanda vincerà al suo prossimo commento.</p>
<p>Infine, Piergiorgio 2 mi chiede la <strong>tecnica di abbordaggio del ragazzo israeliano</strong>. Bene, così ne approfitto anche per mettere la tanto richiesta <strong>storiella romantica</strong>, e sennò effettivamente che palle sempre e solo racconti storici e monumenti e che cavolo! Purtroppo non sono io il protagonista, non che ci fossero dubbi al riguardo.<br />
Avvenne la prima sera del trekking per la città perduta. Come vi ho raccontato avevo fatto l’equivalente di due giorni di cammino per raggiungere il gruppo che era partito il giorno prima. All’accampamento però il gruppo non c’era perché si era spostato più avanti del previsto e c’era invece un gruppo sulla via di ritorno. Stavano a tavola, nel semibuio, avevano già mangiato e alcuni se ne stavano andando a dormire mentre altri se ne restavano a parlare. Stremato dal lungo cammino e senza quasi più forze, mi sono seduto per cenare affianco a un ragazzo israeliano, gentilissimo, subito mi ha offerto aguardiente, e di fronte c&#8217;era la sua vittima prescelta, una biondina texana, col tipico volto da brava ragazza un po&#8217; ingenua.<br />
La <strong>fase uno</strong> dell&#8217;abbordaggio era già in corso e tutti i presenti erano commossi dal grande amore dell&#8217;israeliano per la sua amata che l&#8217;attendeva in patria. Era la donna della sua vita, non ne esistevano altre ecc&#8230; ecc.. Un amore puro d&#8217;altri tempi, alla ragazza texana brillavano gli occhi e quando si è allontanato per comprare altro aguardiente mi ha detto: “Hai visto che grande amore, ma non è stupendo?” “Sì”.<br />
Quando è tornato ha ripreso la stessa melenza sull&#8217;amore, fino ad arrivare a speculazioni filosofiche su come è in realtà solo attraverso l&#8217;amore che l&#8217;esistenza prende un senso e su come lui è fortunato a vedere il mondo attraverso gli occhi della sua amata ecc&#8230; A questo punto la ragazza è cotta a puntino e si passa alla <strong>fase due</strong>: ora però è tempo di confessare una cosa, deve dirlo perché la notte prima non ha potuto dormirci, è rimasto sveglio tutta la notte, girandosi nel letto&#8230; in realtà, sempre premesso che maaaaai tradirebbe la sua donna&#8230; ma in realtà crede di essersi innamorato anche di lei. “Di meeeee?” (beh, poi per uno che ha voglia di sparare le balle più megagalattiche ci vuole dall&#8217;altra parte una che le vuole credere, è così che funziona). “Sì, dovevo dirtelo, ma ora basta così, parliamo d&#8217;altro” “Ma come di me?? E perché poi??” Giustamente cosa avrà fatto mai per meritare di scalzare l&#8217;unico grande amore della sua vita. “Non lo so, questo non lo so&#8230; ma dovevo confessartelo&#8230;”. E così va avanti la fase due, lei per quanto un po&#8217; ingenua rimaneva comunque incuriosita sul motivo di aver scatenato questa passione, lui era vago al riguardo, ma si sa, l&#8217;amore è così, è irrazionale, è inutile starci a cercare i motivi.<br />
E così via&#8230; nel frattempo avevo finito di cenare e ho preferito andarmene finalmente a dormire sia perché stavo davvero stanchissimo sia perché ormai ero lì a reggere le candele, quasi letteralmente, stavamo a lume di candela, non c&#8217;era elettricità.<br />
Sarebbe seguita la <strong>fase tre</strong> dove avrebbe dichiarato che sì, mai e poi mai avrebbe tradito la sua amata&#8230; ma una volta, una sola volta nel corso della lunga esistenza si può pure fare, suvvia! E che diamine! Siamo uomini o caporali? E infine la<strong> fase quattro</strong> dove si passa finalmente all&#8217;azione.<br />
L&#8217;ho rincontrato sulla spiagga a Cabo de la Vela, con un&#8217;altra biondina. All&#8217;orizzonte, intanto, si intravedevano già le corna del suo amore da Israele!<br />
E con questa infallibile tecnica d&#8217;abbordaggio vi lascio. Fatene buon uso. <img src='http://www.dekaro.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Cabo de la Vela e dintorni.</title>
		<link>http://www.dekaro.com/blog/2012/03/cabo-de-la-vela-e-dintorni/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 05:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dekaro.com/blog/?p=843</guid>
		<description><![CDATA[Salve carissimi lettori del cacchio! (dico così giusto per scuotervi un pochino, vi trovo un po&#8217; mosci ultimamente&#8230;). Mi trovo nella splendida Cartagena, di cui però vi racconterò la prossima volta. Prima infatti metto le foto dei posti dove sono &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/03/cabo-de-la-vela-e-dintorni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve carissimi lettori del cacchio! (dico così giusto per scuotervi un pochino, vi trovo un po&#8217; mosci ultimamente&#8230;). Mi trovo nella splendida Cartagena, di cui però vi racconterò la prossima volta. Prima infatti metto le foto dei posti dove sono stato nel frattempo, in particolare Cabo de la Vela, praticamente nella punta più a nord della Colombia, nella penisola di Guajira, al confine col Venezuela. Per arrivarci da Santa Marta ho dovuto fare diversi cambi fra pullman, taxi, moto-taxi, e infine un paio d&#8217;ore dietro un furgoncino per l&#8217;ultimo tratto da Uribia, attraversando una zona desertica con piccoli accampamenti di case di terra e capanne.<br />
C&#8217;è un mare limpidissimo e, salendo a fatica su brulle colline intorno, una piacevole vista sulla costa, ma il villaggio è un po&#8217; assurdo: un&#8217;unica strada arida e polverosa dove non c&#8217;è praticamente nulla da fare. Qualche passeggiata sulla silenziosa riva, un po&#8217; di meditazione forzata dall&#8217;amaca con vista mare e appena ho raggiunto l&#8217;illuminazione me ne sono tornato a Santa Marta.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=765" rel="attachment wp-att-765"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bimba_tayrona.jpg" alt="" title="Bimba Tayrona, Colombia" width="700" height="478" class="aligncenter size-full wp-image-765" /></a>Bambina kogui. Seguono altre foto del trekking verso la città perduta. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=766" rel="attachment wp-att-766"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/villaggio_sierra_nevada.jpg" alt="" title="Villaggio, Colombia" width="700" height="438" class="aligncenter size-full wp-image-766" /></a></p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=767" rel="attachment wp-att-767"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bambina_e_asinello.jpg" alt="" title="Bambina e asinello" width="700" height="452" class="aligncenter size-full wp-image-767" /></a></p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=768" rel="attachment wp-att-768"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/villaggio_tayrona.jpg" alt="" title="Villaggio Tayrona, Colombia" width="700" height="436" class="aligncenter size-full wp-image-768" /></a></p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=769" rel="attachment wp-att-769"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bambino_tayrona.jpg" alt="" title="Bambino Tayrona, Colombia" width="397" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-769" /></a></p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=770" rel="attachment wp-att-770"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/mula.jpg" alt="" title="Mula" width="700" height="443" class="aligncenter size-full wp-image-770" /></a>E una foto la merita sicuramente la nostra cara mula che l&#8217;ultimo giorno, siccome eravamo stanchi, abbiamo affittato per farci portare le borse. Fra l&#8217;altro nelle salite più impegnative portava pure una ragazza che non si sentiva tanto bene.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=773" rel="attachment wp-att-773"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/skating_s_marta.jpg" alt="" title="Skating, Santa Marta" width="700" height="421" class="aligncenter size-full wp-image-773" /></a>Ragazzi fanno skating a Santa Marta, dove sono andato e tornato fra le varie escursioni dei giorni scorsi. Ed è stato sempre piacevole starci, costa poco, è facile da girare a piedi e ha un bel sole caldo al punto giusto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=809" rel="attachment wp-att-809"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/frutta1.jpg" alt="" title="Frutta, Santa Marta" width="700" height="397" class="aligncenter size-full wp-image-809" /></a>Bancarella di frullati di frutta a Santa Marta.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=775" rel="attachment wp-att-775"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/muso_auto700.jpg" alt="" title="Muso auto, Colombia" width="700" height="456" class="aligncenter size-full wp-image-775" /></a></p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=776" rel="attachment wp-att-776"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/furgoncino.jpg" alt="" title="Auto, Colombia" width="411" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-776" /></a></p>
<p>Furgoncino coloratissimo. Qui è a Taganga, a 15 minuti di autobus da Santa Marta, dove ci sono due spiagge modeste. A occhio e croce (ci sono stato solo un giorno) mi ha dato l&#8217;impressione di essere il classico posto divenuto un po&#8217; casualmente un punto d&#8217;incontro per backpacker che vogliono drogarsi e far festa per tutta la notte. Questi giovani d&#8217;oggi&#8230; ma ai miei tempi&#8230; </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=777" rel="attachment wp-att-777"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/negozio_uribia.jpg" alt="" title="Negozio, Uribia" width="700" height="459" class="aligncenter size-full wp-image-777" /></a>Negozio a Uribia, da dove ho preso il furgoncino per raggiungere Cabo de la Vela.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=778" rel="attachment wp-att-778"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/gente_uribia.jpg" alt="" title="Gente, Uribia, Colombia" width="700" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-778" /></a>Gente a Uribia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=779" rel="attachment wp-att-779"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/nel_furgoncino.jpg" alt="" title="Nel furgoncino" width="700" height="462" class="aligncenter size-full wp-image-779" /></a>Dentro il furgoncino.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=782" rel="attachment wp-att-782"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/david.jpg" alt="" title="David, furgoncino, Colombia" width="700" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-782" /></a>Sul furgoncino ho conosciuto David, dell&#8217;Amazzonia colombiana. Appena mi ha visto con la macchina fotografica ha fatto no no niente foto, niente foto! E ok, chi te le fa. Poi ha detto mmm però una foto sì, fammene una. Subito dopo me ne ha chiesta un&#8217;altra, poi un&#8217;altra, stava per finirmi la scheda, non la smetteva più di chiedermene!<br />
L&#8217;ho rincontrato casualmente ieri qui a Cartagena. Per la cronaca mi è capitato di incontrare qui anche una coppia (un polacco e una cilena) del gruppo del trekking per la ciudad perdida, e persino due ragazze austriache conosciute quando sono sceso dalla nave a Santarem in Brasile! Ce ne andammo assieme ad Alter do Chao. A Cabo de la Vela, invece, un ragazzo israeliano conosciuto nell&#8217;accampamento dopo la prima notte di trekking. Sempre con affianco una ragazza diversa, beato lui, se volete la prossima volta vi spiego la sua tecnica di abbordaggio infallibile, me la sono segnata.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=783" rel="attachment wp-att-783"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/dentro_furgoncino.jpg" alt="" title="Nel furgoncino per Cabo da Vela" width="700" height="467" class="aligncenter size-full wp-image-783" /></a>Sempre nel furgoncino, nella zona desertica.<br />
Ah, vedendo David, non pensiate che sia tipico della Colombia andare in giro con la faccia dipinta e i vestiti indiani. I colombiani lo guardavano più stupiti di me e mentre camminavamo assieme per Cabo de la Vela una camionetta della polizia l&#8217;ha fermato, un sacco di domande, ho quasi temuto che l&#8217;arrestavano.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=784" rel="attachment wp-att-784"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/accampamento_cabo.jpg" alt="" title="Accampamento, La Guajira" width="700" height="482" class="aligncenter size-full wp-image-784" /></a>Via via la gente scendeva in piccoli accampamenti nel deserto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=785" rel="attachment wp-att-785"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/cabo_da_vela.jpg" alt="" title="Cabo da Vela, Colombia" width="700" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-785" /></a>L&#8217;unica strada di Cabo de la Vela: una fila di capanne e casarelle che si affacciano sul mare e dove si può dormire su un&#8217;amaca. La mi amaca si intravede in quella casa un po&#8217; più alta sullo sfondo. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=786" rel="attachment wp-att-786"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/capanna_cabo_da_vela.jpg" alt="" title="Cabo da Vela" width="700" height="475" class="aligncenter size-full wp-image-786" /></a>Uno dei tanti ristorantini (per modo di dire) di Cabo de la Vela. Se vai a chiedergli cosa hanno da mangiare ti guardano come se chiedessi cose tipo “Devo cambiare l&#8217;olio alla macchina” o “Che film proiettate stasera?”. E quando gli dici che sei pure vegetariano, addio. Per fortuna in alcuni c&#8217;era riso in bianco con qualche verdura, scarseggia anche quella.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=787" rel="attachment wp-att-787"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/uccelli.jpg" alt="" title="Uccelli" width="700" height="407" class="aligncenter size-full wp-image-787" /></a>Uccelli.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=790" rel="attachment wp-att-790"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/pescatori_milanisti.jpg" alt="" title="Pescatori milanisti" width="700" height="451" class="aligncenter size-full wp-image-790" /></a>Pescatori milanisti.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=791" rel="attachment wp-att-791"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/pescatore.jpg" alt="" title="Pescatore rossonero" width="379" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-791" /></a>Evidentemente, anche nel campo della pesca i milanisti si distinguono per bravura. Poco distante invece c&#8217;erano pescatori con la maglia dell&#8217;Inter che non avevano preso niente! Che sfigati!!</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=792" rel="attachment wp-att-792"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ragazze_cabo.jpg" alt="" title="Ragazze, Cabo da Vela" width="700" height="448" class="aligncenter size-full wp-image-792" /></a>Ragazze.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=793" rel="attachment wp-att-793"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/dio_sole700.jpg" alt="" title="Dio Sole" width="700" height="425" class="aligncenter size-full wp-image-793" /></a>E col Dio Sole che tramonta, vi lascio anch&#8217;io. Ma come lui&#8230; ritornerò.</p>
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<p>Il premio “Miglior commento” va a zia Marina che distanzia di circa 654000 anni luce quello di Giovanni e con questo secondo titolo si porta all&#8217;inseguimento della capolista Lala, con tre.</p>
<p>Giovanni se vuoi leggere storie di sesso ci sono centinaia di migliaia di siti su internet, vai lì. Purtroppo per te (ma in fondo anche per me) Dekaro Diario tratta di altri argomenti. Poi io, figurati, mi sacrificherei pure per farti contento, ma è ormai evidente che sto attraversando un&#8217;altra lunga fase di dekarite(*) acuta.</p>
<p>(*) La dekarite è una rara malattia che porta una sorta di “scetticismo sessuale”. Chi ne è affetto inizia a chiedersi: ma è poi davvero così necessario, nonostante ciò che dicono amici, nemici, tv, film, canzoni, libri e in fondo anche le religioni con la loro ossessione al proibirlo&#8230; è davvero così necessario strofinare il proprio membro dentro il corpo di una donna? Per non parlare delle ridicole tarantelle che si devono fare per poter compiere questo insulso atto e le catastrofiche conseguenze che a volte seguono. A questo punto il paziente si trova privo della necessaria grinta per la conquista. Ne consegue inevitabilmente astinenza e apatia sessuale.</p>
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		<title>Alla ricerca della ciudad perdida . . .</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 05:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[colombia]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve carissime amiche e cari amici! Stavolta vi racconto della straordinaria Ciudad Perdida, la città perduta nella foresta colombiana. Il suo nome è Teyuna e fu costruita intorno all&#8217; 800 d.C. dai Tayrona, nome generico delle popolazioni che abitavano queste &#8230; <a href="http://www.dekaro.com/blog/2012/03/alla-ricerca-della-ciudad-perdida/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve carissime amiche e cari amici! Stavolta vi racconto della straordinaria Ciudad Perdida, la città perduta nella foresta colombiana.<br />
Il suo nome è Teyuna e fu costruita intorno all&#8217; 800 d.C. dai Tayrona, nome generico delle popolazioni che abitavano queste zone prima dell&#8217;arrivo degli spagnoli. Dopo che fu abbandonata fu inghiottita dalla foresta per oltre 400 anni fino ad essere scoperta nel 1972 dai tombaroli, i quali, per qualche anno prima di essere scoperti, venderono nei mercati i suoi tesori, soprattutto oggetti d&#8217;oro. All&#8217;inizio degli anni &#8217;80 sono iniziati ad arrivare i primi turisti e l&#8217;unico modo per raggiungerla è con un trekking nella foresta di almeno 4 giorni organizzato da una agenzia.<br />
Vi faccio un foto-racconto così vi spiego tutto bene via via.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=699" rel="attachment wp-att-699"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/inizio.jpg" alt="" title="inizio" width="700" height="467" class="aligncenter size-full wp-image-699" /></a>Si entra nella foresta. In linea di massima il trekking consiste nell&#8217;andare su e giù per i monti della Sierra Nevada di Santa Marta. A volte affiancando il fiume Buritaca, a volte sulle dorsali.<br />
È abbastanza impegnativo ma vale abbondantemente la pena farlo, sia per gli spettacolari scenari che si attraversano, sia per la città perduta in cui si giunge alla fine.<br />
Il problema principale lungo il cammino è soprattutto una fanghiglia che in diversi tratti arriva fino alle caviglie e rende faticose le salite e pericolose le discese per via degli scivoloni. In molti punti ci sono sentieri molto stretti che affiancano precipizi e quindi bisogna stare attenti.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=700" rel="attachment wp-att-700"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/sentiero.jpg" alt="" title="sentiero" width="700" height="467" class="aligncenter size-full wp-image-700" /></a>Il mio primo giorno è stato più faticoso del normale perché ho coperto il tratto che avrei dovuto fare in due. La notte prima di partire l&#8217;agenzia mi aveva detto che non c&#8217;era nessun altro a parte me e quindi o aspettavo almeno un altro giorno che si formasse un gruppo o raggiungevo quello partito il giorno prima.<br />
Così ho fatto quasi 10 ore di trekking, le ultime 2 ore con la pila, era già buio. La mia guida era un ragazzino e a un certo punto si è aggiunto un cane che ha fatto la strada con noi.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=701" rel="attachment wp-att-701"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/rospo.jpg" alt="" title="Rospo" width="442" height="470" class="aligncenter size-full wp-image-701" /></a>Nel sentiero buio sono iniziati a spuntare grossi rospi. Prima di partire l&#8217;agenzia mi aveva raccomandato di non toccarli se li incontravo perché velenosi. Poi ho capito: probabilmente sono i famosi rospi allucinogeni! Una bella leccata di rospo&#8230; e via, verso nuovi orizzonti! Eh lo so ragazzi, ma nella vita niente è gratis.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=702" rel="attachment wp-att-702"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bimba_indigena.jpg" alt="" title="Bimba indigena, Colombia" width="700" height="455" class="aligncenter size-full wp-image-702" /></a>Al primo accampamento ho iniziato a incontrare i nativi discendenti dei Tairona, che si dividono in 4 gruppi: i Kogui, gli Ikas (anche Arhuacos) i Wiwa e i Kankwamos. Parlano il linguaggio chibcha.<br />
Quando, dopo 75 anni di combattimenti, gli spagnoli conquistarono definitivamente la Sierra Nevada, massacrarono i restanti Tairona e incendiarono i loro villaggi. Alcuni indigeni però riuscirono a fuggire nelle zone alte delle montagne e, nascosti alle armate spagnole e ai missionari, ricrearono alcune comunità. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=703" rel="attachment wp-att-703"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/indigena_colombia.jpg" alt="" title="Indigena, Colombia" width="700" height="467" class="aligncenter size-full wp-image-703" /></a>Donna del gruppo dei Kogui. Nella loro ingenuità primitiva considerano la Terra come un essere vivente da trattare con cura e rispetto, persino nel modo di coltivarla. Invece di sfruttarla brutalmente e massimizzare il profitto si preoccupano degli animali che la abitano e delle generazioni future, che folli!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=704" rel="attachment wp-att-704"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bimba_colombia1.jpg" alt="" title="Bimba Tayrona, Colombia" width="459" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-704" /></a></p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=705" rel="attachment wp-att-705"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bambino__indigeno.jpg" alt="" title="Bimbo indigeno Tayrona, Colombia" width="700" height="460" class="aligncenter size-full wp-image-705" /></a></p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=706" rel="attachment wp-att-706"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bimba_cavallo.jpg" alt="" title="Bimba a cavallo" width="700" height="455" class="aligncenter size-full wp-image-706" /></a></p>
<p>Bambini indigeni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=707" rel="attachment wp-att-707"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ponte.jpg" alt="" title="Ponte" width="700" height="446" class="aligncenter size-full wp-image-707" /></a>Dopo una notte di meritato riposo al dolce suono del fiume e degli animali notturni, mi sono aggiunto al gruppo di un&#8217;altra agenzia perché quello che dovevo raggiungere nel frattempo si era spostato più avanti del previsto. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=708" rel="attachment wp-att-708"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/serpente.jpg" alt="" title="Serpente velenoso" width="352" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-708" /></a>Serpente velenoso lungo il sentiero. Tutto molto alla Indiana Jones, insomma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=709" rel="attachment wp-att-709"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/io_fiume.jpg" alt="" title="io" width="464" height="449" class="aligncenter size-full wp-image-709" /></a>Si attraversano fiumi e ruscelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=710" rel="attachment wp-att-710"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/famiglia_indigena.jpg" alt="" title="Famiglia indigena, Colombia" width="700" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-710" /></a>I discendenti dei Tayrona hanno una visione molto spirituale dell&#8217;esistenza. Tutto per loro ha un significato simbolico e ciò che è importante sono proprio le connessioni di significato che legano l&#8217;intero universo al di là delle realtà tangibili. Così, ad esempio, una casa è anche una montagna e una montagna è anche il cosmo&#8230; ogni elemento, anche il più piccolo riflette il tutto. Salvare una piccola parte di Terra può salvare l&#8217;intero pianeta e loro credono di star facendo proprio questo. E speriamo che abbiano ragione e ci riescano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=711" rel="attachment wp-att-711"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/villaggio.jpg" alt="" title="Villaggio indigeno, Colombia" width="700" height="440" class="aligncenter size-full wp-image-711" /></a>Dalla mitologia Kogui:<br />
“<em>All&#8217;inizio c&#8217;era il mare. Tutto era oscuro. Non c&#8217;era né sole né luna, né gente, né animali, né piante.<br />
C&#8217;era solo il mare, dappertutto. Il mare era la Madre. Ella era acqua e acqua ovunque, ed era fiume, laguna, ruscello e mare, e così si trovava in tutte le parti. Così, all&#8217;inizio c&#8217;era solo la Madre. Si chiamava Gaulchovang.<br />
La Madre non era né gente né alcuna cosa. Ella era alùna. Ella era lo spirito di ciò che sarebbe venuto e ella era pensiero e memoria. Così la Madre esisteva solo in alùna, nel mondo più basso, nell&#8217;ultima profondità, sola&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=712" rel="attachment wp-att-712"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/bambine_indigene.jpg" alt="" title="Bambine indigene" width="700" height="474" class="aligncenter size-full wp-image-712" /></a>Bambine preparano un asinello.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=713" rel="attachment wp-att-713"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/nebbia.jpg" alt="" title="Nebbia" width="700" height="445" class="aligncenter size-full wp-image-713" /></a>Nella nebbia mattutina.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=714" rel="attachment wp-att-714"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/cavalli_foresta1.jpg" alt="" title="Cavalli nella foresta" width="416" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-714" /></a>Cavalli nella foresta.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=715" rel="attachment wp-att-715"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/scalinata.jpg" alt="" title="Scalinata per la Ciudad Perdida" width="374" height="530" class="aligncenter size-full wp-image-715" /></a>A un certo punto, dal fiume inizia una lunghissima scalinata che porta su alla ciudad perdida. Le popolazioni indigene affermano di sapere da sempre dell&#8217;esistenza della città e in effetti è improbabile che, bazzicando in queste zone, non avessero mai notato questa scalinata prima.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=716" rel="attachment wp-att-716"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ciudad_perdida.jpg" alt="" title="Ciudad Perdida, Colombia" width="700" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-716" /></a>Finalmente si giunge dentro la ciudad perdida. E&#8217; molto grande, circa 3 km quadrati, ma molte parti sono coperte dalla foresta ed è stato deciso di lasciarle così. I cerchi di pietra che si vedono sono i punti in cui si trovavano le capanne, che erano dello stesso tipo di quelle dei loro discendenti adesso. Quando gli archeologi sono giunti le parti maggiormente danneggiate dai tombaroli erano proprio queste perché i Tayrona seppellivano i morti sotto le proprie case, adornandoli di tantissimi ornamenti d&#8217;oro.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=719" rel="attachment wp-att-719"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/militari1.jpg" alt="" title="Militari, Colombia" width="700" height="476" class="aligncenter size-full wp-image-719" /></a>Militari stanziati nel sito. Il principale problema sono ancora i tombaroli alla ricerca di oro e tesori. Inoltre, nel 2003 i guerriglieri dell&#8217; ELN (Esercito di liberazione nazionale) sequestrarono un gruppo di turisti per chiedere maggior attenzione sui diritti umani in Colombia e li rilasciarono dopo 3 mesi.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=720" rel="attachment wp-att-720"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ciudad_perdida3.jpg" alt="" title="Ciudad Perdida, Colombia" width="700" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-720" /></a>La città sale dai 900 metri di altezza fino ai 1300 ed è composta di ripiani a vari livelli con un complesso sistema di drenaggio dell&#8217;acqua piovana. Un tempo tutte le città della zona, oltre 200, erano collegate da sentieri in pietra nella foresta, fino al mare.  Quasi certamente altre città sono ancora nascoste da qualche parte intorno e secondo me i tombaroli le hanno già trovate ma stavolta stanno attenti a non farsi sgamare. Gente pratica, se aspettiamo che le scoprano quei topi da biblioteca degli archeologi, buonanotte.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=721" rel="attachment wp-att-721"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ciudad_perdida2.jpg" alt="" title="Ciudad Perdida" width="700" height="454" class="aligncenter size-full wp-image-721" /></a>Secondo la guida, che un po&#8217; in tutto si è dimostrata molto preparata, era una città al solo scopo sacrale e religioso e veniva abitata solo per quelle occasioni. Altrove ho invece letto che, oltre che religioso, era anche un importante centro politico ed economico ed era abitata permanentemente  dalle 1500 alle 3000 persone.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=722" rel="attachment wp-att-722"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/ciudad_perdida4.jpg" alt="" title="Ciudad Perdida" width="360" height="540" class="aligncenter size-full wp-image-722" /></a>Vista dall&#8217;alto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/?attachment_id=723" rel="attachment wp-att-723"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/io_ciudad_perdida.jpg" alt="" title="Io, ciudad perdida" width="358" height="506" class="aligncenter size-full wp-image-723" /></a>Ed eccomi lì, anche questa è fatta.</p>
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<p>Grazie per i bellissimi commenti! Meriterebbero tutti il premio miglior commento. Dovendo proprio scegliere, siccome zia Marina e Piergiorgio 2 la vendetta ne hanno già vinto uno e quindi dopo va a finire che vengo accusato davvero di nepotismo, scelgo fra Gianmarco e Peppe quello di Gianmarco, anche perché mi ha fatto ricordare il mitico poster di Indiana Jones! Gianmarco, dì pure a Marina che zio Dekaro non si dimentica mai dei suoi nipotini, la “soppresa” ci sarà!<br />
Peppe, manco a farlo apposta mai come stavolta il post è proprio figliopieroangeliano. Ok, tenterò di scrivere cose più “filosofiche”, ma tanto già so che dopo sbucheranno quelli che invece diranno: no, non mettere tutti questi vaneggiamenti, metti solo le foto e così via. Io purtroppo non posso accontentare tutti e il contrario di tutti. E poi basta filosofare, ora è tempo di agire.</p>
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