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	<title>Dekaro Diario &#187; Kazakistan</title>
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	<description>Blog di viaggio di Giovanni De Caro (Dekaro)</description>
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		<title>Almaty (Kazakistan), Kyrgyzstan e Tajikistan</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 12:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giandecaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Kazakistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Salve cari lettori! Dopo il subcontinente indiano il viaggio continua nell&#8217;Asia centrale, ovvero quella regione che comprende cinque Stati dell&#8217;ex Unione Sovietica: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Turkmenistan (dove però non andrò perché è troppo complicato avere il visto). Questi &#8230; <a href="https://www.dekaro.com/blog/2019/04/almaty-kazakistan-kyrgyzstan-e-tajikistan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve cari lettori! Dopo il subcontinente indiano il viaggio continua nell&#8217;<b>Asia centrale</b>, ovvero quella regione che comprende cinque Stati dell&#8217;ex Unione Sovietica: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Turkmenistan (dove però non andrò perché è troppo complicato avere il visto).</p>
<p>Questi Stati, i cui nomi non ci risultano familiari perché sono stati creati dall&#8217;Unione Sovietica quando erano già inglobati in essa, erano abitati in precedenza in gran parte da popolazioni nomadi o seminomadi che non avevano veri e propri confini.<br />
Al crollo dell&#8217;Unione Sovietica sono diventati indipendenti e da allora la loro storia è abbastanza simile. Escluso il Kyrgyzstan sono stati tutti guidati per decenni da un qualche già noto dirigente del partito comunista locale, il quale ha cambiato nome al partito ed ha promosso un culto della personalità che nel caso del Turkmenistan ha raggiunto il ridicolo, con statue dorate della mamma del dittatore Niyazov sparse un po&#8217; ovunque, tipo quella della mamma del megapresidente di Fantozzi Catellani.<br />
Quasi ovunque qualsiasi opposizione politica è stata messa a tacere con feroce repressione, torture e omicidi, e quasi ovunque sono esplosi conflitti etnici e religiosi che erano rimasti sopiti (in Tajikistan poco dopo l&#8217;indipendenza si è arrivati persino ad una guerra civile che ha provocato oltre 60.000 morti, in Kyrgyzstan nel 1990, già prima del crollo dell&#8217;Unione Sovietica, e poi nel 2010 ci sono stati scontri etnici fra kirghisi e uzbeki che hanno provocato almeno un migliaio di morti, soprattutto fra gli uzbeki).<br />
A volte le repressioni e le violazioni dei diritti umani hanno raggiunto livelli agghiaccianti, come ad esempio nel massacro di Andijon in Uzbekistan del 13 maggio 2005, quando una manifestazione in gran parte pacifica è stata soffocata nel sangue, lasciando quasi 1000 morti fra i civili.<br />
Queste notizie di solito non hanno molto riscontro sui media occidentali sia perché non combaciano con la storiella che vuole gli Stati dell&#8217;ex Unione Sovietica finalmente liberi, felici, prosperi e democratici, sia perché gli Stati Uniti hanno sempre preferito chiudere un occhio di fronte a queste continue violazioni dei diritti umani in cambio soprattutto di un appoggio logistico e strategico per la guerra in Afghanistan, oltre ai soliti interessi economici.</p>
<p>In contrasto però si respira un&#8217;aria molto tranquilla e la gente è molto ospitale. L&#8217;unico vero problema per chi viaggia è che pochi parlano inglese e di conseguenza gli spostamenti sono un po&#8217; difficoltosi. Per i vegetariani (come me) a volte è un po&#8217; complicato ordinare qualcosa da mangiare nei menù cirillici, tantopiù che la cucina locale fa grandissimo uso di carne.</p>
<p>Metto le foto e vi racconto via via.</p>
<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/almaty_kazak.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/almaty_kazak.jpg" alt="" title="Almaty, Kazakhstan" width="700" height="473" class="aligncenter size-full wp-image-3123" /></a>Da Delhi sono volato ad <b>Almaty in Kazakistan</b>. Il volo doveva durare solo 3 ore, ma è durato oltre 7 ore per via del blocco dello spazio aereo col Pakistan dovuto alle solite scaramucce riguardanti quel cacchio di Kashmir. L&#8217;aereo ha dovuto fare quindi un giro larghissimo tutt&#8217;intorno.<br />
Il Kazakistan è una nazione molto vasta, nota soprattutto per essere la pseudo-patria di Borat. In realtà almeno Almaty risulta molto diversa dalle descrizioni da Borat. E&#8217; una città moderna e vivace. Nuovi edifici stanno rimpiazzando quelli sovietici e le strade principali sono piene di locali. Anche se non è più la capitale dal 1997 resta la città principale dal punto di vista dell&#8217;economia e della cultura. E&#8217; l&#8217;unica città che ho visitato del Kazakistan.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/candles_church.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/candles_church.jpg" alt="" title="Candles in Orthodox church, Almaty, Kazikistan" width="700" height="401" class="aligncenter size-full wp-image-3124" /></a>All&#8217;interno di una chiesetta ortodossa, affianco alla Cattedrale dell&#8217;Ascensione. La maggioranza della popolazione in Kazakistan è musulmana mentre circa un quarto è cristiano-ortodossa per via della comunità russa. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/almaty.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/almaty.jpg" alt="" title="War monument and Ascension Cathedral, Almaty, Kazakhstan" width="618" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3125" /></a>Un monumento di guerra con sullo sfondo la cattedrale ortodossa dell&#8217;Ascensione. Durante la seconda guerra mondiale gran parte della produzione bellica venne spostata in queste regioni, lontano dal fronte. Qui vennero velocemente e in gran segreto costruiti molti dei carri armati che poi effettueranno la controffensiva che libererà l&#8217;Europa dal giogo del nazismo.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/lake_krygistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/lake_krygistan.jpg" alt="" title="Lake in Kyrgyzstan" width="700" height="329" class="aligncenter size-full wp-image-3126" /></a>Da Almaty sono giunto via terra in Kyrgyzstan, che si trova poco a sud. Il <b>Kyrgyzstan</b> è un Paese in gran parte montuoso e viaggiando per le strade si incontrano spesso scenari spettacolari, catene montuose innevate, fiumi e laghi.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/cemetery_krygistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/cemetery_krygistan.jpg" alt="" title="Cemetery in Kyrgyzstan" width="700" height="366" class="aligncenter size-full wp-image-3127" /></a>Un cimitero.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/interno_casa.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/interno_casa.jpg" alt="" title="Farmers house in Kyrgyzstan" width="512" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3129" /></a>Dopo aver visitato la capitale, Bishkek, dove però non c&#8217;è molto da vedere, ho effettuato un <b>tour a cavallo di tre giorni</b> per raggiungere il lago Song Kul. Oltre a me c&#8217;era un signore americano, la ragazza che ha organizzato il tour e la guida. La prima sera abbiamo fatto sosta in una casa di contadini.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/family_krygistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/family_krygistan.jpg" alt="" title="Inside farmers house, Kyrgyzstan" width="579" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3128" /></a>All&#8217;interno della casa. La loro economia è molto essenziale. Il fornello per cucinare funge anche da stufa che riscalda la casa. Quasi tutto ciò che si mangia viene prodotto direttamente da loro. </p>
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<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/MQ_Z0k_gN_A" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><br />
<b>(Video)</b><br />
Il secondo giorno del tour è stato molto impegnativo soprattutto per via del freddo. In effetti avevo letto che in aprile fa ancora troppo freddo per quel tour ma la a ragazza che l&#8217;ha organizzato mi aveva assicurato di no. Se almeno mi diceva la verità mi preparavo meglio, invece mi sono trovato a 3400 metri senza nemmeno guanti e sciarpa. Il momento più drammatico è stato quando mentre passavamo su una dorsale il cavallo dell&#8217;organizzatrice si è accasciato e la guida ha deciso che era troppo pericoloso continuare a cavallo perché stavamo affianco al precipizio. Così abbiamo proseguito a piedi e siccome aveva nevicato molto in alcuni punti la neve mi arrivava fino alle ginocchia. Stavo con scarpe da ginnastica e jeans, che ovviamente si sono inzuppati. Quella dorsale non finiva mai, stavo veramente al limite delle forze, un altro po&#8217; e vedevo uno yeti.  Ma anche dopo quando sono risalito sul cavallo non è stato facile perché la neve gli arrivava a volte fino alla pancia e quindi aveva difficoltà a camminare, scivolava e sobbalzava spesso ed era una situazione stressante.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/lake_song_kol1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/lake_song_kol1.jpg" alt="" title="Lake Song-Kol, Kyrgyzstan" width="603" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3147" /></a>Finalmente siamo giunti al <b>lago Song-Kul</b>, che si trova poco oltre i 3000 metri ed era ancora completamente ghiacciato. Faceva già un po&#8217; più caldo e non c&#8217;era più quel vento gelido.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/our_yart.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/our_yart.jpg" alt="" title="our_yart" width="700" height="399" class="aligncenter size-full wp-image-3131" /></a>Casa dolce casa! Lo <i>yurt</i>, la tipica abitazione nelle montagne del Kyrgyzstan. Qui abbiamo dormito la seconda notte. Di solito gli yurt sono formati da una singola tenda. In questo caso la tenda centrale fungeva da cucina e soggiorno e le due laterali da camere da letto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/krygistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/krygistan.jpg" alt="" title="Kyrgyzstan mountains" width="700" height="363" class="aligncenter size-full wp-image-3132" /></a>Lo scenario intorno.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/yurt.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/yurt.jpg" alt="" title="yurt" width="700" height="396" class="aligncenter size-full wp-image-3134" /></a>Un altro yurt.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/mountains_krygistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/mountains_krygistan.jpg" alt="" title="Mountains in Kyrgyzstan" width="700" height="416" class="aligncenter size-full wp-image-3133" /></a>La sera prima mi era venuto il mal di gola e avevo brividi di freddo, credo per la febbre visto che lo yurt era molto caldo all&#8217;interno. Siccome dovevamo ripassare di nuovo per la dorsale a 3400 metri ero preoccupato di arrivarci in quelle condizioni, soprattutto se avrebbe fatto lo stesso freddo. Invece per fortuna il giorno dopo stavo già bene ed era una giornata relativamente calda. Questo è un tratto della dorsale del giorno prima, la neve era scesa di molto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/krygistan_landscape.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/krygistan_landscape.jpg" alt="" title="Landscape in Kyrgyzstan" width="700" height="424" class="aligncenter size-full wp-image-3135" /></a>Paesaggio.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/signore_cavallo.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/signore_cavallo.jpg" alt="" title="Old man riding in Kyrgyzstan" width="498" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3136" /></a>Un distinto vecchietto a cavallo.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/scacchi_mercato1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/scacchi_mercato1.jpg" alt="" title="Men playing chess at Osh market, Kyrgyzstan" width="576" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3165" /></a>Signori giocano a scacchi al mercato di <b>Osh</b>, la seconda città del Krygistan. Questo mercato si trova qui da oltre 2000 anni ed è stato uno dei maggiori mercati della <i>Via della Seta</i>, ovvero quel reticolo di sentieri commerciali dalla Cina a Roma, con diramazioni fino in India, Arabia, Africa orientale e Sud-est asiatico e di cui questa regione era il cuore.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/people_osh_market1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/people_osh_market1.jpg" alt="" title="People at Osh market, Kyrgyzstan" width="700" height="393" class="aligncenter size-full wp-image-3166" /></a>Persone al mercato.<br />
&#8220;Dekà ma k s mettn &#8216;n cap sti signori?&#8221;<br />
E&#8217; il cappello locale. Non vi permetto di fare ironie su usi e cappelli degli altri popoli su questo blog.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/prayers_Sulayman_mount1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/prayers_Sulayman_mount1.jpg" alt="" title="Prayers at Sulaiman-Too mountain, Osh, Kyrgyzstan" width="700" height="445" class="aligncenter size-full wp-image-3167" /></a>Persone pregano sul sentiero che affianca la Sulaiman-Too, una montagna che sovrasta la città ed è considerata sacra da tempo immemorabile. E&#8217; inoltre secondo molti storici la &#8220;Torre di pietra&#8221; che segnava il punto centrale della Via della Seta.<br />
In questa foto le persone pregavano di fronte ad una piccola bassa caverna. Le donne vi entravano e uscivano  quasi strisciando perché è di buon augurio per la maternità. In un altro punto del percorso le persone si lasciavano scivolare su una roccia lisca per ottenere buona salute. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/petroglyph_osh1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/petroglyph_osh1.jpg" alt="" title="Petroglyph in Sulaiman-Too, Osh, Kyrgyzstan" width="414" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3168" /></a>Sparsi nelle caverne della montagna Sulayman ci sono petroglifi che risalgono all&#8217;età del bronzo. Questo si trova appena all&#8217;interno del museo di Sulaiman-Too, creato scavando all&#8217;interno della roccia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/madre_kryg1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/madre_kryg1.jpg" alt="" title="Mother and doughter, Kyrgyzstan" width="498" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3169" /></a>Madre e figlia.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/tajikistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/tajikistan.jpg" alt="" title="Khujand building, Tajikistan" width="700" height="467" class="aligncenter size-full wp-image-3173" /></a>Dal Kyrgyzstan sono giunto via terra a <b>Khujand</b> in <b>Tajikistan</b>, la più povera e piccola delle cinque nazioni. E&#8217; un Paese molto montuoso, in media ci si trova sui 3000 metri. Quello nella foto è il presidente in carica fin dal crollo dell&#8217;Unione Sovietica. Ma non si dica che non c&#8217;è democrazia. Le strade sono tappezzate con la sua immagine, è difficile fare 200 metri senza beccare una sua foto.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/library_dushambe.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/library_dushambe.jpg" alt="" title="Dushanbe library" width="700" height="388" class="aligncenter size-full wp-image-3176" /></a>Da Khujand sono giunto con un taxi collettivo (il mezzo che sto usando più spesso da queste parti) alla capitale  <b>Dushanbe</b>, attraverso una strada di montagna tanto spettacolare quanto pericolosa. Questa è la libreria nazionale. Negli ultimi 10 anni sono sorti moltissimi edifici sulla via principale della città e nel parco intorno. Anche se a volte un po&#8217; pacchiani, sono comunque belli ed è molto piacevole e rilassante passeggiare per il suo centro.<br />
Tutte le nazioni del Centro Asia stanno avendo una ripresa economica in questi anni, dopo il collasso subito negli anni seguenti il crollo dell&#8217;Unione Sovietica. In particolare stanno iniziando a sfruttare le varie risorse naturali di cui sono ricchi. Nel caso del Tajikistan si tratta soprattutto dell&#8217;acqua.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/donne_pane.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/donne_pane.jpg" alt="" title="Tajikistane women making bread" width="591" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-3174" /></a>Signore fanno il pane.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/hisor_tajikistan.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/hisor_tajikistan.jpg" alt="" title="Hisor, Tajikistan" width="700" height="465" class="aligncenter size-full wp-image-3175" /></a><b>Hisor</b>, una cittadina che è stata un importante punto di riferimento sulla Via della seta. </p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/market_dushanbe1.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/market_dushanbe1.jpg" alt="" title="Colors in Dushanbe market, Tajikistan" width="700" height="485" class="aligncenter size-full wp-image-3178" /></a>Colori al mercato di Dushanbe.</p>
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<p><a href="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/io_cavallo700.jpg"><img src="http://www.dekaro.com/blog/wp-content/uploads/2019/04/io_cavallo700.jpg" alt="" title="dav" width="700" height="464" class="aligncenter size-full wp-image-3179" /></a>Al mercato una signora mi guardava in una maniera strana. Ma ho capito chi era. E&#8217; la Signora Morte ed era venuta per me. Ora prendo il cavallo più veloce che c&#8217;è (mhm, insomma) e fuggo via da lei a&#8230;<br />
Non so se avete capito a quale storiella mi riferisco ma ne parleremo nella prossima puntata. Nel frattempo faccio qualche gesto scaramantico perché non vorrei portarmi sfiga da solo.</p>
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